la patata

Italians cook it better!

Nel 1657 la patata arriva a Bologna – ma solo nell’orto botanico – e nel 1667 a Firenze. Alla fine del Settecento tutte le accademie agrarie del Veneto ne raccomandano la coltivazione, che si diffonde fra i possidenti “illuminati” di Bologna. Nel 1803 compare per la prima volta sul mercato ortofrutticolo di Torino e viene distribuita gratuitamente per invogliarne il consumo.

La patata è però accolta con diffidenza anche da noi.
Gli italiani, si sa, bisogna prenderli per la gola e fargli piacere un piatto mai provato prima non è facile. La sfida viene raccolta e vinta da Vincenzo Corrado, abate benedettino, che nel 1786 pubblica Il cuoco galante. Vi si trovano numerose ricette, alcune delle quali faranno la storia della cucina italiana: patate in polenta, in crema, in polpette, bignè, arrostite, ripiene, al burro, e poi gattò di patate, tortino di alici, gnocchi di patate e tante altre. C’è già quasi tutto.

La coltivazione della patata si diffonde però solo nella seconda metà dell'Ottocento. Nelle campagne del Settentrione si fa di necessità virtù e viene gradualmente inserita nella cucina contadina come sostituito o complemento del grano e della castagna nella produzione di pane, prodotti da forno, tortelli e gnocchi. Alla fine del secolo, con gli gnocchi celebrati dal “padre” della cucina italiana, Pellegrino Artusi, la patata diventa nazionale. Ancora oggi, anche se non ne mangiamo molte, le sappiamo cucinare molto meglio e in una varietà molto maggiore di modi che in qualsiasi altro paese.

La patata, tuttavia, non è solo buona.

Per scoprire tutti i segreti di questo straordinario ortaggio e approfondire gli argomenti che hai appena letto, consulta i capitoli del volume “la patata” della collana Coltura & Coltura. Basta un click: Patata nel bolognese - In cucina e nei secoli - Antiche Ricette - Patata in Campania.

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