intervista

#iomangioitaliano

Alla vigilia dei Mondiali di calcio in Brasile, il Mipaaf (Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali) ha lanciato la campagna #iomangioitaliano per sensibilizzare i consumatori a riconoscere la qualità delle produzioni agroalimentari italiane e a valorizzare una cultura del cibo più consapevole. Protagonisti dell’iniziativa? La Nazionale azzurra e il suo commissario tecnico, Cesare Prandelli. Una campagna che è solo l’apice di un programma ben più ampio che si pone l’obiettivo di promuovere il nostro settore agricolo e alimentare puntando sull’origine sicura dei suoi prodotti.

Concetti che sono cari anche a Luca Gatteschi, medico nutrizionista della Nazionale italiana di calcio ed esperto alimentarista per appassionati di running, tanto più che i Mondiali 2014 si disputeranno in condizioni ambientali piuttosto difficili, con temperature e tassi di umidità altissimi. L’alimentazione sarà dunque un fattore particolarmente importante. Ma come dovranno alimentarsi gli Azzurri per ottenere il massimo della performance? "Nei giorni di allenamento - spiega il prof. Gatteschi - il menu si compone di un primo piatto di pasta (con condimenti leggeri e digeribili come verdure, formaggi magri, pomodorini freschi, oltre alle classiche, in bianco o pomodoro) o riso. Quindi un secondo piatto di pesce (salmone o spada) o carne bianca (petti di pollo o tacchino, ma anche coniglio). Le verdure sono molto importanti per l'apporto di fibre e acqua, ma con moderazione (250/300 grammi) perché rallentano la digestione”.

L’aspetto fondamentale in uno sport come il calcio, che obbliga ad un consumo energetico significativo, è l’apporto di carboidrati e proteine, con menu decisamente più vari rispetto a quelli di un tempo per favorire le preferenze individuali di ciascun calciatore. Senza dimenticare che, in condizioni ambientali come quelle dell’estate brasiliana, la frutta riveste un ruolo di primissimo piano, a pranzo come a cena. Frutti preferiti? Ananas, kiwi, frutti di bosco, fragole, lamponi, mirtilli e bacche rosse, che non danno problemi di fermentazione. È invece bandita la macedonia, visto che nel mix di frutti potrebbe infilarsi qualche elemento fastidioso per un giocatore.
Ma come organizzarsi in mezzo ai tanti impegni e agli orari delle partite? "Se si gioca alle 21, si pranza intorno alle 13 con un primo di pasta oppure un riso integrale – spiega ancora Gatteschi -. Si riduce il consumo di verdure che rallenterebbero la digestione e vengono proposti secondi leggeri e con pochi grassi, come le carni bianche (petto di pollo o scaloppine) oppure pesce, preparato in modo semplice, tipo branzino al forno. Tre ore prima della partita, una merenda leggera a base di carboidrati e proteine". Poi, entro un’ora e mezza dalla fine dello sforzo atletico, è fondamentale reintegrare i carboidrati per un perfetto recupero. "Se c'è la possibilità si organizza una cena completa, altrimenti optiamo per uno snack veloce negli spogliatoi, come un'insalata fredda di pasta”.

Ma l’Italia non è l’unica nazionale che si è affidata ai prodotti della nostra terra. La Russia si è infatti affidata a Nino Graziano, patron dei celebri ristoranti Il Semifreddo Mulinazzo e La Bottega Siciliana a Mosca. La spesa principale dello chef di Bolognetta? Pasta di Gragnano, culatelli emiliani e olio extravergine di oliva siciliano. E’ stato Fabio Capello, c.t. della nazionale russa, a scegliere Graziano e i prodotti made in Italy: “Una sera Capello si è presentato nel mio ristorante con Santo Versace, che avrebbe vestito la nazionale russa: allenatore italiano, stilista italiano, mancava solo lo chef italiano”. Detto, fatto.
All’hotel San Raphael Country di Itu, cittadina dello stato di San Paolo, scelto da Capello come base del ritiro, arriveranno tanti prodotti italiani, mentre “frutta e verdura li acquisteremo sul posto e dalla Russia arriverà il grano saraceno di cui i calciatori vanno matti a colazione: mixato col latte, esce una specie di cuccia siciliana”. Cucina italiana con un tocco russo però, perché non mancherà un loro piatto tradizionale molto sostanzioso: il Borsch, una zuppa di barbabietola con panna acida e carne. Un filo pesante “ma che io preparerò con carne magra” sorride Graziano.

Perché la vittoria ai prossimi Mondiali, potrebbe passare anche dalla cucina. Speriamo rigorosamente italiana.
 

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