la fragola

Il valore sociale della fragolicoltura

In Italia si producono fragole dall’Alto Adige alla Sicilia, passando per l'Emilia‐Romagna che vanta la tradizione più lunga. Ovunque, la fragolicoltura aiuta economicamente le famiglie perché si tratta di un’attività ad altissima intensità di manodopera. Un ettaro a fragole richiede infatti dalle 3500 alle 4000 ore di lavoro, il 70% delle quali concentrate nel periodo della raccolta, quando anche casalinghe, studenti e persone disoccupate possono trovarvi un’occasione di guadagno. E poi c’è l’indotto. I soli vivai, che ogni anno forniscono ai produttori oltre 300 milioni di nuove piante, hanno un fatturato di oltre 40 milioni di euro.
Non può quindi che preoccupare il progressivo ridimensionamento del settore fragolicolo nel nostro paese. I 14.000 ettari destinati a fragole a fine anni Settanta si sono ridotti a circa 6000, e moltissime aziende, spesso familiari, hanno dovuto abbandonare il mercato. Con le nostre 153.000 tonnellate di produzione annua siamo così scesi al quarto posto (dopo Spagna, Polonia e Germania) nella classifica della produzione fragolicola europea. Se infatti ancora nel 1999 l’Italia era un esportatore netto di fragole, con oltre 20.000 tonnellate e 35 milioni di euro in attivo, oggi ne importiamo per circa 20 milioni di euro l’anno, rifornendoci per due terzi dalla Spagna e per il resto da Egitto, Israele e Turchia.

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