la patata

Il poco conosciuto "amico" Topinambur

"Tubero che mediti tranquillo sotto terra/Finché c’è una mano nerboruta che ti afferra/Tu dici «No no no », poi dici «Forse forse forse»/Poi ti lasci prendere/E ti abbandoni a questo mio pelapatate/Accompagnato dal tuo amico topinambur". Anche l'agricoltura è stata protagonista a Sanremo, grazie a questo passaggio nel testo di "Vincere l'odio", brano composto da soli ritornelli di quei geniacci di Elio E Le Storie Tese.

E quello che potrebbe sembrare un semplice "calembour", un gioco di parole, è in realtà un tubero vero e proprio, molto comune in Italia, con un nome francese e soprannomi che svariano per tutto il Mondo. Il Topinambur è, infatti, un tubero detto anche "tartufo di canna", "patata del Canada", "rapa tedesca" o "carciofo di Gerusalemme" (nome scientifico Helianthus tuberosus). Il fiore che nasce dal tubero - commestibile e detto quindi "patata topinambur" - è, infatti, un tipo di girasole con un fusto che può arrivare fino ai 3 metri di altezza. La semina avviene di solito in primaveramentre la raccolta puo` iniziare in autunno e durare fino in inverno. Poco esigente di natura, il topinambur e` una pianta perenne che inizia a produrre gia` dal primo anno e che non ha bisogno successivamente di seguire rigidi cicli di semina e trapianto.

Particolarmente indicato per i diabetici, il topinambur combina proprietà diuretiche, mantiene sotto controllo la glicemia, dato che, a differenza delle patate, non contiene amidi. Consigliato anche per i celiaci in quanto non forma glutine, neanche in cottura. ll tubero, inoltre, è famoso per ridurre il colesterolo e faciliterebbe la secrezione biliare verso l'intestino, agevolerebbe la funzione digestiva e rafforzerebbe l'organismo in generale. E' molto ricco di sali minerali come potassio, fosforo, ferro, selenio, zinco e magnesio.


In Italia è presente quasi ovunque, specialmente in Piemonte - il Topinambur è uno degli ingredienti della bagna cauda - è una pianta vitale che predilige ambienti umidi e cresce, in maniera quasi infestante, vicino ai corsi d'acqua. E' possibile coltivare il Topinambur anche in orti familiari, preferendo ambienti soleggiati. In inverno, una volta seccata la pianta, (le cui infiorescenze sono sono dei capolini terminali eretti su peduncoli non ingrossati; i capolini sono da 3 a 15 per pianta e la loro struttura è quella tipica delle Asteracae) è possibile raccogliere i tuberi più grandi per cucinarli, mentre quelli più piccoli possono continuare la coltivazione anche per molti anni e nello stesso terreno. In cucina sono tipici nella bagna cauda e nella fonduta piemontese. Sporadici anche nelle focacce siciliane. Si possono cucinare come le patate e il loro sapore leggermente dolciastro ben si sposa in alcune zuppe o in particolari risotti.



 

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