gli agrumi

Il lungo viaggio degli agrumi: dall’Asia all’Europa

È cinese la più antica citazione sugli agrumi che conosciamo. È riportata nel libro Yu Gongn che si diffuse 4000 anni fa e richiama documenti antecedenti, in cui gli agrumi erano oggetto di offerta.

Origini

I diversi tipi di agrumi che oggi conosciamo derivano da almeno tre taxa principali: i cedri, i pummeli e i mandarini. Questi, a loro volta, deriverebbero da un antenato comune che si sarebbe originato circa 20-30 milioni di anni fa, alla metà dell’era terziaria, in qualche regione del Sud-Est asiatico.

Le conquiste di Alessandro Magno, i Monsoni, la Diaspora, l’espansione dell’Islam, le Crociate, la scoperta dell’America e altri numerosi eventi, contribuirono a propagare gli agrumi dalle loro aree originali ad altrove, dove le condizioni erano favorevoli per il loro sviluppo. Così arrivarono nel bacino del Mediterraneo e poi nel Nuovo Mondo con diverse specie e varietà.   

Secoli di spostamenti e mutazioni

La letteratura dedicata agli agrumi ha attraversato la storia planetaria coprendo vari periodi delle diverse civiltà che si sono succedute, interessando 4000 anni.

I riferimenti agli agrumi si trovano soprattutto nei libri di medicina, viaggiatori e storici. Fu agli inizi dell’epoca moderna che l’Europa fece la conoscenza dell’arancio dolce. Misteriosa rimane la modalità con cui arrivò dall’oriente, probabilmente grazie alle rotte sia marittime sia terrestri.

Le piante, per via del clima idoneo, si riprodussero in Liguria e da lì si diffusero per tutta la Penisola. Senza dubbio il nome cambiò nel tempo, prendendo in molti casi quello dei luoghi dove si coltivava. Carlo VIII fece costruire la prima orangerie di Francia al rientro dalla sua spedizione italiana del 1494. Nulla a che vedere con l’ orangerie di Re Sole che ambiva a poter disporre di arance e limoni tutto l’anno. Nel XX secolo gli agrumi costituiscono un’attiva esclusivamente commerciale. Attualmente gli agrumi si coltivano in più di un centinaio di Paesi con clima tropicale o sub tropicale che producono circa 100 milioni di tonnellate. 

Le arance e le dodici fatiche di Ercole

 La leggenda delle mele d’oro: Esperus ebbe una figlia, Esperis, che sposò suo zio Atlas e dal loro matrimonio nacquero tre ninfe: le Esperidi chiamate Egle, Aretusa ed Espertusa. Le tre sorelle avevano il bel Giardino delle Esperidi dove crescevano gli alberi delle mele d’oro. Il guardiano del giardino era il drago Ladon contro cui lottò Ercole, per ordine di Euristeo, allo scopo di impadronirsi di quei preziosi frutti e compiere così delle dodici imprese per ottenere l’immortalità. Con il tempo le mele d’oro furono associate alle arance.

Curiosità

Di scorbuto soffrivano molto i marinai a causa delle lunghe traversate. James Lind, un medico scozzese dell’ Armata Britannica, fu il primo a evidenziare sperimentalemnte il superamento della malattia mediante il consumo di agrumi. Nel 1789 la Marina inglese riconobbe questi benefici e, decise che le navi dovevano avere nelle loro stive lime e limoni. Come conseguenza di ciò ai marinai inglesi venne attribuito il soprannome si Limeys. 

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