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Economia circolare e compostaggio

ECONOMIA CIRCOLARE E COMPOSTAGGIO

 

“Tramite l’economia circolare, l’umanità può finalmente identificarsi come parte integrante del cerchio della produzione e non più come un elemento esterno”

Michiel Schwarz, dal suo libro “A Sustainist Lexicon”

 

L’economia circolare è un modello produttivo in cui i materiali e gli scarti vengono riutilizzati il più a lungo possibile, riducendo al minimo le fuoriuscite di materia dal sistema e incrementando così la sostenibilità della produzione. Questo tipo di economia si contrappone al tradizionale modello lineare, dove gli scarti e i prodotti utilizzati diventano rifiuti.

Per lunghissimo tempo l’agricoltura italiana è stata principalmente di tipo circolare: nessun sottoprodotto veniva sprecato, ma al contrario era reimpiegato e valorizzato. Poi, a partire dagli anni ’70 del Novecento, la produzione agricola ha subìto dei profondi cambiamenti, avvicinandosi al modello economico lineare e riducendo notevolmente il reimpiego degli scarti. Questo nuovo sistema ha permesso di incrementare enormemente le rese colturali e alleviare il lavoro degli agricoltori; tuttavia, col passare del tempo e l’evoluzione della società, ha iniziato a mostrare anche i propri limiti.

Dal 1970 ad oggi la popolazione mondiale è più che raddoppiata e con essa anche il fabbisogno di risorse, che stanno diventando sempre più scarse. Inoltre, come ha dimostrato la COP26 svoltasi recentemente a Glasgow, in Scozia, da parte dei governi e della popolazione c’è un’attenzione crescente verso il cambiamento climatico, il quale è notoriamente aggravato proprio dall’estrazione intensiva dei materiali e dal sovrasfruttamento delle risorse naturali. Per queste ragioni, il tema della circolarità in agricoltura è tornato ad essere centrale.

Secondo la FAO (l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura), i sistemi agricoli offrono numerose opportunità di applicazione dell’economia circolare. Tra queste, una delle più utili e concrete è il compostaggio dei sottoprodotti animali e vegetali presenti all’interno dell’azienda agricola.

Compostare materiali organici come il letame, la pollina (le deiezioni dei polli), i residui delle potature o le stoppie colturali significa convertire in risorse i sottoprodotti che, altrimenti, avrebbero un costo di smaltimento – sia esso ambientale o economico. In più, questo processo fornisce agli agricoltori uno strumento prezioso ed economico, che migliora notevolmente la qualità del suolo creando un ambiente resiliente e più ospitale per la crescita delle colture. Infatti, il compost migliora la capacità del suolo di stoccare gli elementi nutritivi e l’acqua, ne incrementa l’areazione, riduce il rischio di erosione e promuove l’attività degli organismi benefici che vivono nel suolo.

Ottenere un buon compost non è così facile, ma esistono tantissimi manuali (alcuni dei quali disponibili gratuitamente online) utili ad accompagnare agricoltrici e agricoltori nell’approcciarsi a questa buona pratica. Infine, se raccontata in maniera efficace, l’autoproduzione di compost potrebbe essere un ulteriore strumento in mano alle aziende agricole per dimostrare ai clienti la propria sostenibilità.

 

TAGS: #EconomiaCircolare #Compost #Sostenibilità

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