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Con l’agroalimentare il Pil vola. Tutti i numeri di ISMEA

 

 

Il Pil vola grazie all’agroalimentare, lo dice l’ISMEA (Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare). Il made in Italy agroalimentare è una risorsa strategica per il Paese. Lo mette nero su bianco sempre l’ISMEA nel suo importante Rapporto sulla competitività dell’agroalimentare italiano riferito al 2017.

Tutti i numeri del Rapporto ISMEA

Sono ben 61 i miliardi di euro che corrispondono al valore dell’agroalimentare italiano. Il Rapporto ISMEA inoltre ci informa che gli occupati del settore sono 1,4 milioni con un tasso di crescita dell’occupazione dal 2007 ad oggi tra il 3 e il 3,4%. Oltre un milione sono le imprese, mentre le esportazioni valgono 41 miliardi che rappresenta un record storico. La fotografia del settore immortalata dai numeri raccolti e analizzati da ISMEA ci mostra poi che l’agroalimentare incide sul Pil con una quota del 13,5%. La crescita della spesa per prodotti ortofrutticoli è dovuta non solo all’incremento dei prezzi, ma anche alla capacità del comparto di intercettare, prima di altri, le nuove tendenze e le richieste dei consumatori. La dinamica dei consumi, evidenziata dal Rapporto ISMEA, risente dei cambiamenti dei comportamenti d’acquisto, caratterizzati da una sempre più decisa polarizzazione su due categorie di consumatori: i Golden Shopper, orientati verso elementi valoriali, tangibili ed etici, e i Low Price, più attenti al prezzo e alle promozioni. Infine un altro dato emerso dal Rapporto ISMEA è che su 100 euro destinati dal consumatore all’acquisto di prodotti agricoli freschi rimarrebbero al produttore 6 euro di utile, contro i 17 euro in capo alle imprese del commercio e del trasporto.

Il ministro Centinaio all’attacco

«Il rapporto di ISMEA non è solo la fotografia dello stato di salute del settore agroalimentare nel nostro Paese, ma uno strumento concreto di analisi per guardare oltre, avere una visione d’insieme e pianificare il rafforzamento e il rilancio del comparto» ha dichiarato il ministro delle Politiche Agricole, Alimentari, Forestali e del Turismo Gian Marco Centinaio alla presentazione del Rapporto ISMEA sulla competitività dell’agroalimentare italiano. «I numeri parlano chiaro: abbiamo un potenziale enorme in termini di valore della produzione, denominazioni registrate, crescita del bio. Ma dietro le cifre c’è di più. C’è tutto il ‘peso’ della qualità. Ci sono la passione, la storia, la tradizione che rendono unico il made in Italy agroalimentare nel mondo. C’è il sistema Italia. La nostra agricoltura è la più multifunzionale d’Europa. Allora rendiamo più competitive le imprese agrituristiche, potenziamo l’export, garantiamo una filiera sicura ed equilibrata per offrire anche nuovi posti di lavoro ai più giovani, tuteliamo il reddito delle nostre imprese. I dati di ISMEA ci dicono questo. Che c’è tanto da fare e che dobbiamo lavorare insieme». Anche se le criticità non mancano: «I dati sono positivi, vuol dire che l’agricoltura italiana, nonostante sia evidentemente sotto attacco, è un’agricoltura di qualità, di persone che sanno il fatto loro, e che anche il sistema Italia sta tenendo bene, ma deve essere assolutamente migliorato, in parte modificato. Ma come dico sempre quando si è sotto attacco si possono fare due cose: o ti difendi o attacchi. E noi attacchiamo».

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