#Agricultura - superstizioni: saggezza popolare o cabala?

L'ultima sera di carnevale, per impedire che le fave vadano a male, i contadini accendono dei covoni di paglia e vanno a far lume alle fave gridando a squarciagola:

“Lasciala andare, lasciala andare,
L'è l'ultima sera di carnevale;
Mandala a bere, mandala a bere
Alla fonte di' podere”

Questa è solo una delle superstizioni che sono presenti nel bucolico mondo dell'agricoltura. I contadini, fra i primi e più antichi possessori di quella saggezza che viene dalla tradizione e dall'esperienza, sono una fucina inesauribile di motti, proverbi e superstizioni: potrebbe valere il classico “Rosso di sera, bel tempo si spera” o “Avaro agricoltor non fu mai ricco”, oppure “Buon contadino d’un podere ne fa due, cattivo d’uno ne fa mezzo” e, infine, “Il contadino che non vuol fatiche mieterà soltanto ortiche”.

Altra storia sono le superstizioni legate al mondo dell'agricoltura: sappiamo tutti che la coltivazione è strettamente legata agli agenti atmosferici, i quali sono incontrollabili e, spesso, scarsamente prevedibili persino a un occhio attento come quello dei contadini. Per questo motivo vi sono una serie di superstizioni, specie in Toscana, in Friuli e in Veneto - ma anche Abruzzo, Lazio e Campania - che mirano a tenere lontano eventi disastrosi come grandine e, soprattutto, malocchio, sia dal seminato che dai membri della famiglia.

Eccone alcuni:

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Alcuni contadini, quando sentono il tuono, per impedire la grandine, buttano sull'aia zappe, pale, e altri strumenti agricoli e l'acqua benedetta. Altri, invece, dicono la seguente preghiera:

“Gesù Nazareno
Liberateci dal baleno;
Santa Barbara benedetta
Liberateci dal tuono e dalla saetta:
Gesù in campo
Liberateci dal tuono e dal lampo”.


Quando la grandine è già caduta, per farla cessare, mettono un chicco della medesima in bocca al bambino più piccolo della famiglia, e gli fanno fare una croce nell'aria con una delle sue mani. Altri invece fanno fare al bambino il segno della croce con un coltello che gli mettono in mano.
Nella famiglia dei Garigliani, una delle più antiche di Calcinaia, si conservano un ammonite e un campanello, che suonato da un bambino, si crede di grande efficacia per tenere lontano il fulmine.
Per impedire che un fulmine cada su di un pagliaio i contadini mettono sulla cima di esso una croce fatta con canne, un ramo d'ulivo benedetto e un fiocchetto rosso

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