AgriCultura: insalata, il cibo degli antichi

L’uso di insalate ed erbe di campo in ambito alimentare si può far risalire ai tempi più antichi della storia umana: già i Babilonesi, a quanto pare, si nutrivano di erbe condite con olio, aceto e sale. Dell’antichissimo uso delle insalate nell’alimentazione dei popoli mediterranei fa fede anche un interessante rilievo di epoca romana, raffigurante una bottega di erbivendola con tutte le merci in esposizione, che non differisce molto dalle moderne botteghe di frutta e verdura! In latino le insalate sono chiamate acetariae appunto dall’abitudine di condirle con aceto, oltre che con olio.

L'insalata nella storia - La parola insalata deriva invece da in salare, cioè “condire con sale”. Queste definizioni generali implicitamente rimandano al fatto che sono molte le varietà di erbe generalmente indicate con questo termine. Sin dall’antichità, oltre che per l’alimentazione, le erbe di campo e le insalate sono studiate anche per le loro proprietà medicinali: esse sono descritte in tutti i principali trattati medici e gli erbari dell’antichità, tra cui il Codex Aniciae Julianae, conosciuto anche come Codex Vindobonensis, la copia illustrata più antica e più pregiata del trattato medico del greco Dioscoride, De materia medica, scritto nel I secolo d.C. Si tratta del più antico erbario conservato fino a oggi e di un autentico capolavoro dell’arte della miniatura del VI secolo: la sua importanza è dovuta all’estremo naturalismo con il quale sono dipinte le piante, gli animali e gli altri soggetti, un vertice artistico che non verrà più raggiunto fino al Rinascimento. 

L'insalata nel rinascimento - Emblematiche del periodo tra la fine del Cinquecento e l’inizio del Seicento sono anche le fantasiose composizioni di Arcimboldo, tipiche espressioni dell’ambigua e lambiccata cultura manierista da un lato e del virtuosismo dell’artista dall’altro. Queste composizioni consistono in illusionistiche raffigurazioni di teste allegoriche formate da frutta e verdura tipiche delle varie stagioni dell’anno o da altri elementi iconografici riconducibili al soggetto rappresentato. Ulisse Aldrovandi non può fare a meno di menzionare la “lactuca pulcherrima” nella sua straordinaria enciclopedia naturalistica, altri suoi colleghi fanno effigiare le piante da artisti specializzati nella rappresentazione di soggetti naturalistici e ne pubblicano le immagini a beneficio di un più vasto pubblico. L’immagine tratta dall’opera Phytobasanos (1592) di Fabio Colonna rimanda all’ambito delle prime ricerche dei Lincei, il gruppo di eletti studiosi e amanti di cose naturali radunato intorno al principe Federico Cesi che, tra i primi in Europa, concepisce il progetto di un’istituzione dedita esclusivamente allo studio della natura ed elabora un progetto di indagine e classificazione organica di tutta la realtà naturale.

 

Lo studio e la cultura delle insalate ha progredito specie negli anni successivi. Per saperne di più, Margherita Zalum Cardon si è dedicata all'analisi e allo studio della complessità storica dell'insalata

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