Agricultura: Il carciofo, spinoso, afrodisiaco, re dell'orto

 
“Sei proprio un carciofo” mica tanto un complimento per chi se lo sente dire e nemmeno tanto gentile per il soggetto in questione , una volta sconosciuto, ora apprezzato e di cui l'Italia è il primo produttore.
 
Spinoso e dalle doti afrodisiache sconosciuto in cucina e nell'arte fino al cinquecento. In seguito attore protagonista in sontuosi banchetti e raffigurato nei quadri subito dopo l'avvento delle “nature morte”. Spesso confuso con il fratellastro, il cardo selvatico. Consumato a scopi alimentari e farmaceutici in epoche passate il nostro comincia ad essere presente, sempre con maggior frequenza, verso il Cinquecento. 
Non sempre questa crescita scorre liscia, purtroppo il nostro ortaggio è costretto a beccarsi, dagli opinion leader dell'epoca, alcune sonore bocciature. Una fra tutte quella  di Ludovico Ariosto che senza mezzi termini così lo presentava: “durezza, spine e amaritudine molto più si trovi che bontade”.
 
Meno male che poi la cucina, a partire da Michel de Montaigne, il celebre autore francese dei Saggi regala lodi ai carciofi. Ma, fortunatamente, crescono i favori e saltano fuori le “carciofare” doti afrodisiache, unite alle azioni digestive e benefiche in particolare  sul fegato. In un commento che potrebbe tornare utile a un marketing manager di prodotti per la disfunzione erettile si legge “i carciofi scaldano il sangue e spronano al gioco amoroso di Venere, sono buoni per lo stomaco e fanno venire appetito”.
 
Persino il medico personale di Luigi Tredicesimo, La Framboisiere, consigliava di non dimenticare questi ortaggi nella preparazione di un grande banchetto. Ma proprio tra il 500 e il 600,  il carciofo, che comunque rimaneva circoscritto alle tavole dei ricchi comincia la sua fortuna grazie anche all'arte, con ruoli importanti nelle nature morte. Il bellissimo quadro della “Fruttivendola” di Vincenzo Campi del 1580, a Milano nella Pinacoteca di Brera, ne è un esempio significativo.
 
In tempi a noi più prossimi anche Premi Nobel ne hanno esaltato le doti: Grazia Deledda in primis e poi Pablo Neruda nell'Ode al Vino lo esalta in versi: “il carciofo dal tenero cuore si vesti da guerriero... ispida edificò una piccola cupola...”.
 
Il carciofo finalmente ricevette giusta consacrazione e grande espansione soprattutto quando, nell'800, emigranti francesi e spagnoli lo portarono negli Stati Uniti . Nei primi del '900 crebbe pure in Italia parallelamente alle opere di bonifica.
Insomma il re dell'orto, uno dei pochi che devi “trattare coi guanti”, dopo alti e bassi nella storia ha finalmente ottenuto il suo posto tra i buoni alimenti. 
 
dierre
Non tutti sanno che…
 
I carciofi sono una fonte straordinaria di principi attivi e hanno diverse proprietà terapeutiche, hanno pochissime calorie e molte fibre. Sono molto ricchi di ferro grazie a due sostanze: la coloretina e la cinarina, presente in concentrazione massima durante la formazione del capolino, che è poi la parte della pianta che viene usata in cucina, contengono inoltre calcio, magnesio e potassio; tra le vitamine ricordiamo le vitamine A, B1, B3, in minima parte vitamina C e PP.

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