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Agricoltura Smart: l’agricoltura di precisione al servizio della riduzione dell’impatto ambientale

Entro il 2050 si stima che la Terra dovrà sfamare una popolazione di dieci miliardi di persone: al ritmo attuale di produzione servirebbe una quantità di terra coltivabile pari a due volte la superficie dell’India. Queste sono le previsioni del Resources Institute, che ha analizzato come colmare il cosiddetto food gap, il divario di cibo fra sistema di produzione attuale ed un consumo sempre più crescente; è inevitabile quindi cercare delle soluzioni in grado di ottimizzare le risorse già presenti sul pianeta senza dover ricorrere allo sfruttamento di ulteriore suolo che peraltro non è disponibile.

Tra le vie d’uscita percorribili ci potrebbe essere quindi quella fornita dalle nuove tecnologie come per esempio l’agricoltura di precisione (in inglese si parla di precision agriculture). L’agricoltura di precisione sfrutta droni, mappe in 3D e sensori che permettono di agire localmente e con margini di errore davvero bassissimi. Grazie ai rilievi forniti dai macchinari utilizzati è quindi possibile capire quali sono le porzioni di campo che necessitano maggior attenzione, quali debbano essere concimate, quali diserbate e quanta acqua è necessaria per ottenere una crescita ottimale.

Questi sensori sono direttamente collegati ai macchinari aziendali e permettono di ridurre drasticamente l’uso di prodotti fitosanitari (alcune stime affermano che si potrebbe arrivare fino al 90%) senza poi contare il risparmio in termini di tempo e denaro visto che il prodotto viene applicato solo nelle zone che lo necessitano. Sensori multispettrali e ad infrarossi riescono inoltre a combattere i parassiti, evitando epidemie che potrebbero distruggere interi raccolti. Grazie a queste tecnologie il raccolto può essere monitorato già dal momento della semina, l’agricoltore è in grado di fare stime molto precise sul rendimento della coltura seminata e può visualizzare il campo anche a distanza, in ogni momento della giornata e senza doversi recare di persona sul posto. La tecnologia entra anche nelle modalità di raccolta che si automatizzano a livelli estremi soprattutto nella raccolta della frutta e della frutta a guscio.

Un’altra innovazione importante è quella fornita invece dal machine learning e dall’applicazione dei sistemi statistici avanzati che permettono di estrarre dati e predire tendenze future: dallo scegliere quali tratti genetici della coltura favorire e quali colture si adattano meglio a determinate zone e climi.

È certo che negli ultimi anni il settore dell’Agtech si sia sviluppato notevolmente e numerosi investitori decidano di destinare fondi a questo tipo di progetti, è però necessario che queste tecnologie innovative possano diventare alla portata di un bacino sempre maggiore e non siano riservate a grandi imprenditori agricoli, gli unici in grado di destinare grandi somme di denaro a queste innovazioni.

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