intervista

“Tutelare l’industria alimentare e combattere la cattiva informazione”.

Intervista al Presidente Giovani Imprenditori Federalimentare, Alessandro Squeri.

Il “saper fare italiano” è uno dei punti cardine per i Giovani Imprenditori di Federalimentare, che promuovono da sempre iniziative per rilanciare e valorizzare la produzione agricola nazionale, l’industria alimentare e l’eccellenza del Made in Italy.

Alessandro Squeri - Presidente Giovani Imprenditori di Federalimentare, ci spiega l’impegno della Federazione a tutela del consumatore contro la cattiva informazione.

Come si è avvicinato a questo mondo e quali sono state le difficoltà e le soddisfazioni?

Dopo la maturità classica mi sono trasferito a Milano dove ha conseguito la laurea specialistica in General Management alla Bocconi. Ho lavorato cinque anni in consulenza strategica prima di approdare nell’azienda di famiglia, Steriltom, a Piacenza, attiva da quattro generazioni nella produzione di polpa di pomodoro 100% italiana per ristoranti e clienti B2B. Mi sono occupato soprattutto di vendite e di export, portando l'azienda ad esportare da 24 a 70 paesi nel mondo. Sono equity partner e referente Food dell’acceleratore di imprese e start-up iStarter con sede a Londra.

Quali sono le difficoltà che incontrano oggi i giovani nel vostro settore?

La burocrazia credo che sia il problema principale per chi vuole cominciare. Ci vogliono anni per avere l’autorizzazione ad aprire un nuovo stabilimento alimentare, o per ingrandire quello che si ha. In un mercato veloce come questo è un suicidio.

Come giovani di Federalimentare avete a cuore temi come la sostenibilità dei processi produttivi, l’export e la valorizzazione del Made in Italy, cosa si può fare per migliorare questi aspetti?

Ad oggi le aziende alimentari italiane hanno raggiunto un livello di qualità e sostenibilità altissimi e mediamente superiori rispetto ai competitor internazionali. Questo ci è riconosciuto in tutto il mondo. La sfida è mantenere questa posizione nel tempo. La modalità per affrontarla è attraverso investimenti continui in innovazione. La sfida, quindi, è quella di trasmettere il vero valore del nostro saper fare, della nostra capacità di produrre attraverso la selezione accurata e la “trasformazione” delle materie prime in prodotto finito. Questo nostro indiscutibile patrimonio, però, ha bisogno di essere sostenuto e comunicato meglio, con il fine ultimo di creare un brand più forte e inattaccabile da qualsivoglia contraffazione o cattiva informazione.

Nel vostro lavoro è appunto molto importante la comunicazione: come portate avanti la  battaglia contro le fake news?

In questo periodo di frequenti attacchi mediatici credo che i giovani, possano, anzi debbano dare il loro contributo alla Federazione e lo abbiamo fatto attraverso un progetto di comunicazione social promosso in ottica di filiera: l’Osservatorio Alimentare. La presentazione ufficiale è avvenuta a CIBUS il 7 maggio scorso, si tratta di una piattaforma digitale dedicata al settore agroalimentare italiano. Un punto di incontro per tutta la filiera, dal campo alla tavola, perché oggi è possibile crescere, evolvere e migliorare solo attuando politiche di collaborazione.  Osservatorio Alimentare è un luogo di dibattito che privilegia sempre l'approccio scientifico, senza cedere ai facili sensazionalismi. Ma soprattutto è uno spazio di approfondimento a disposizione di cittadini e giornalisti su ciò che più ci riguarda da vicino: quello che mangiamo. La nascita dell’Osservatorio va proprio in questo senso: supportare e garantire una corretta informazione basata su dati scientifici e contributi autorevoli di scienziati, nutrizionisti e professori universitari. L’Osservatorio fornisce un pronto-intervento contro fake news che rischiano di inquinare il panorama e di ingannare il consumatore.

L’innovazione e nuove tecnologie quanto possono aiutare in campo agricolo?

Nessun progresso compiuto dall’industria alimentare sarebbe possibile senza massicci investimenti in Ricerca & Sviluppo e innovazione. L’industria alimentare italiana investe quasi 10 miliardi di euro l’anno (circa l’8% del fatturato totale) in ricerca, sviluppo, innovazione di prodotto e di processo, controllo qualità e sicurezza, automazione. Inoltre è impegnata nel massimizzare l'utilizzo delle risorse disponibili e nel migliorare costantemente le pratiche di gestione degli scarti, assicurando la sicurezza degli alimenti. In tal senso Federalimentare auspica un affinamento delle pratiche volte a gestire lo spreco alimentare e una ottimizzazione dei processi produttivi nel modo meno impattante e più sostenibile possibile. L’uso sostenibile delle risorse e la riduzione degli sprechi sono da sempre nel DNA dell’Industria alimentare: come anello centrale della filiera, siamo fisiologicamente portati a ottimizzare al meglio l’impiego delle materie prime agricole che trasformiamo.

Filiere Intelligenti: di cosa si tratta?

E’ un format di conferenze tematiche dal titolo “l’Agroalimentare è smart” focalizzate su alcune filiere produttive. Attivo dal 2014, è stato elaborato insieme ai Giovani di Confagricoltura (ANGA) e con il supporto scientifico del CNR.

Quali sono le richieste che vorreste fare al nuovo Governo?

Supporto all’export e questo significa prima di tutto libero commercio. Accordi come il CETA permettono alle aziende italiane di esportare le nostre specialità in altri paesi. Tali accordi vanno promossi e sostenuti. La promozione svolta dal precedente Governo di prodotti italiani in USA ha dato ottimi risultati. Speriamo che si possa continuare in questa direzione.

Perché un giovane oggi dovrebbe voler diventare imprenditore nell’agroalimentare?

A volte me lo chiedo anche io. A parte gli scherzi, credo che le aziende come le nostre siano il vero motore del paese in quanto creiamo valore concreto, che viene esportato in tutto il mondo. Speriamo che in futuro anche i nostri margini possano crescere per essere in linea col valore che creiamo. Fare l’imprenditore oggi in Italia significa rinunciare a tanto, in primis al proprio tempo libero. Avvicinatevi a questo lavoro solo se avete passione.

Per approfondimenti:

www.facebook.com/giovani.federalimentare

www.osservatorioalimentare.it   

www.filiereintelligenti.it

 

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