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l'ulivo e l'olio

AA.VV.
Pagine: 784
Foto: 1729

Formato: 19,5 x 24 cm

Cartonato (cop. rigida): Euro 76,00

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PRESENTAZIONE

L'olivo, pianta millenaria del paesaggio agricolo Mediterraneo, è stato sempre apprezzato per i suoi frutti e per l'olio che da essi si ricava per semplice pressione. Simbolo di pace e longevità, l'olivo inizia il suo percorso di specie coltivata nella regione compresa tra i rilievi a sud del Caucaso e ad ovest dell'altopiano iraniano, dove, circa 6.000 anni fa, alla sua coltivazione si dedicarono i popoli semitico-camiti. L'abbondanza dei reperti e le testimonianze degli antichi ci parlano dunque della storia millenaria dell'Olea europaea sativa che, dall'Oriente, presto raggiunse quello che Braudel chiamò, non a caso, il “mare degli oliveti”, il Mediterraneo, giungendo prima in Grecia, quindi sulle coste africane e, infi ne, nella penisola iberica e italiana. A partire dall'VIII secolo a.C., con la colonizzazione greca dell'Italia meridionale, la coltivazione dell'olivo venne introdotta in quella che verrà chiamata la Magna Grecia. Si narra che Romolo e Remo, discendenti degli Dei e fondatori di Roma, videro la luce sotto i rami di un olivo, anche se a dar retta a Fenestrella, storico annalista citato da Plinio nella Naturalis historia, sembrerebbe che fi no al VI secolo a.C., nella città eterna, la coltivazione dell'olivo fosse ancora sconosciuta. In questo affascinante e lungo viaggio la storia e il mito dell'olivo e dell'olio si intrecciano ripetutamente e se per il popolo ebraico fu Dio a donare ad Adamo, ormai prossimo alla morte, i tre semi che il fi glio Seth pose tra le sue labbra prima di seppellirlo e dai quali germogliarono il cedro, il cipresso e l'olivo, è alla Dea Iside, moglie di Osiride, che gli antichi egizi rendevano omaggio per aver dato loro la capacità di coltivare il sacro albero.
È l'olio il prodotto principe dell'olivo, ab initio apprezzato per il suo legno. L'olio, fonte di luce e alimento con elevata conversione energetica, elemento simbolico delle grandi religioni monoteiste, unguento prezioso degli atleti olimpici. L'olio, al centro della dieta mediterranea cui si riconosce da ogni parte il primato alimentare per la salute umana, è la ragione della straordinaria espansione che la coltivazione dell'olivo sta vivendo in tutti i continenti. L'olivicoltura italiana, giunta a noi nel terzo millennio come un modello di agricoltura multiproduttiva, vive una fase di transizione destinata a cambiare la fi sionomia del paesaggio olivicolo italiano. Se non della stessa economia agricola del nostro Paese. Da un lato, i sistemi tradizionali, del cui ruolo storico, sociale e paesaggistico è diffi cile fare a meno, dall'altra l'urgenza per una nuova olivicoltura che dovrà essere capace di creare nuovi legami tra qualità, economicità ed eccellenza alimentare, disegnando un nuovo modello olivicolo italiano, competitivo nel mondo.
Una sfida immensa alla quale non è possibile sottrarsi.
In questo libro – pur seguendo l'impostazione della collana – si è scelto di valorizzare lo stretto legame tra il sistema produttivo e paesaggistico dell'olivicoltura e il ruolo storico e anche religioso, dell'olivo e dell'olio. Ampio spazio è stato riservato alle innovazioni che la ricerca scientifi ca italiana ha realizzato, nel più ampio contesto di una rapida globalizzazione dei consumi e delle abitudini alimentari. Con questo specifi co obiettivo, una sezione ha rivolto l'attenzione sugli aspetti nutrizionali e salutistici e una ha riguardato le DOP italiane, l'olio del Mediterraneo, il marketing e il mercato internazionale dell'olio di oliva.
Siamo grati a tutti gli accademici, ricercatori, specialisti e professionisti del settore che hanno voluto partecipare a quest'opera, favorendone un approccio inter e multidisciplinare necessario per trasmettere all'olivicoltore e al frantoiano, allo studente e al lettore attento, i valori e la cultura di una pianta e di un alimento di straordinaria importanza per un'insostituibile filiera agroalimentare italiana di qualità.
Per queste ragioni si è scelto, nel titolo, di usare il termine Ulivo e non Olivo, volendo sottolineare che il volume non vuole e non deve essere l'ennesimo manuale “tecnico” riservato agli addetti ai lavori. Chi, per esempio, potrebbe defi nire “oliveto” quello che, invece, è l'uliveto del Getsemani? Una scelta voluta, quindi, non rivolta al passato, ma alla continuità della storia di questa specie, guardando in modo più approfondito al carattere multifunzionale e culturale che oggi, più che mai, può essere la chiave per garantire la sopravvivenza di quella parte di “ulivicoltura” italiana che, pur tecnicamente obsoleta, e quindi non più olivicoltura, è culturalmente e paesaggisticamente fondamentale. Ulivo, quindi, non olivo, per indicare una strada nuova, piuttosto che per guardarsi indietro.

Michele Pisante, Paolo Inglese e Giovanni Lercker

Autori

Barbara Alfei
ASSAM, Agenzia Servizi Settore Agroalimentare
Marche

Gervasio Antonelli
Dipartimento di Economia e Metodi Quantitativi,
Università degli Studi di Urbino "Carlo Bo"

Roberto Barichello
Dipartimento di Agricoltura, Protezione Civile
e Turismo-Servizi alle Imprese Agricole,
Regione Liguria

Ettore Barone
Dipartimento di Colture Arboree,
Università degli Studi di Palermo

Elvio Bellini
DOFI, Dipartimento di Ortoflorofrutticoltura,
Università degli Studi di Firenze

Alessandra Bendini
Dipartimento di Scienze degli Alimenti,
Università degli Studi di Bologna

Rita Biasi
Dipartimento di Produzione Vegetale,
Università degli Studi della Tuscia

Gianfranco Bolognesi
Ristorante "La Frasca",
Milano Marittima (RA)

Marialaura Bonaccio
Centro di Ricerche e Formazione ad Alta Tecnologia
nelle Scienze Biomediche "Giovanni Paolo II",
Università Cattolica del Sacro Cuore, Campobasso

Giuseppe Campisi
Dipartimento di Colture Arboree,
Università degli Studi di Palermo

Anna Maria Cane
Commissione tecnica governativa,
Sottocommissione oli vegetali

Carlo Cannella
Dipartimento di Fisiopatologia Medica,
Sezione di Scienza dell'Alimentazione,
Università "Sapienza" di Roma

Claudia Cantile
Dipartimento di Scienze dei Sistemi Colturali,
Forestali e dell'Ambiente,
Università degli Studi della Basilicata
Luigi Caricato
Giornalista "Teatro Naturale", settimanale
di agricoltura, alimentazione e ambiente

Dario Cartabellotta
Assessorato all'Agricoltura e Foreste,
Regione Sicilia

Giovanni Caruso
Dipartimento di Coltivazioni e Difesa
delle Specie Legnose "G. Scaramuzzi",
Università degli Studi di Pisa

Tiziano Caruso
Dipartimento di Colture Arboree,
Università degli Studi di Palermo

Lorenzo Cerretani
Dipartimento di Scienze degli Alimenti,
Università degli Studi di Bologna

Marco Chiarini
Dipartimento di Scienze degli Alimenti,
Università degli Studi di Teramo

Aldo Corsetti
Dipartimento di Scienze degli Alimenti,
Università degli Studi di Teramo

Giovanni D'Agostinis
Master in Scienze Cosmetologiche,
Università degli Studi di Ferrara

Riccardo d'Andria
CNR, Istituto per i Sistemi Agricoli e Forestali
del Mediterraneo (ISAFoM)

Giovanni de Gaetano
Centro di Ricerche e Formazione
ad Alta Tecnologia nelle Scienze Biomediche
"Giovanni Paolo II", Università Cattolica
del Sacro Cuore, Campobasso

Roberto Dei
Adriaoli Srl

Gavino Delrio
Dipartimento di Protezione delle Piante,
Università degli Studi di Sassari

Giorgio De Paoli
Agronomo, specialista colture
in vitro e micropropagazione

Nazario D'Errico
UNAPROL, Consorzio Olivicolo Italiano

Sandro Dettori
Dipartimento di Economia e Sistemi Arborei,
Università degli Studi di Sassari

Claudio Di Vaio
Dipartimento di Arboricoltura, Botanica
e Patologia vegetale,
Università degli Studi di Napoli "Federico II"
Maria Benedetta Donati
Centro di Ricerche e Formazione
ad Alta Tecnologia nelle Scienze Biomediche
"Giovanni Paolo II", Università Cattolica
del Sacro Cuore, Campobasso

Sonia Esposto
Dipartimento di Scienze Economico-Estimative
e degli Alimenti, Università degli Studi di Perugia

Andrea Fabbri
Dipartimento di Biologia Evolutiva e Funzionale,
Università degli Studi di Parma

Franco Famiani
Dipartimento di Scienze Agrarie e Ambientali,
Università degli Studi di Perugia

Maria Rosaria Filigheddu
Dipartimento di Economia e Sistemi Arborei,
Università degli Studi di Sassari

Ranieri Filo della Torre
UNAPROL, Consorzio Olivicolo Italiano

Marco Fornaciari da Passano
Dipartimento di Biologia Applicata,
Università degli Studi di Perugia

Alfonso Germinario
Agronomo giornalista

Anna Maria Giusti
Dipartimento di Fisiopatologia Medica,
Sezione di Scienza dell'Alimentazione,
Università "Sapienza" di Roma

Antonio Guario
Osservatorio Fitosanitario Regionale,
Regione Puglia

Riccardo Gucci
Dipartimento di Coltivazione e Difesa
delle Specie Legnose "G. Scaramuzzi",
Università degli Studi di Pisa

Gregorio Gullo
Dipartimento di Gestione dei Sistemi Agrari
e Forestali, Università degli Studi
"Mediterranea" di Reggio Calabria

Nino Iannotta
CRA-OLI, Consiglio per la Ricerca e la
Sperimentazione in Agricoltura, Centro di Ricerca
per l'Olivicoltura e l'Industria Olearia, Cosenza

Paolo Inglese
Dipartimento di Colture Arboree,
Università degli Studi di Palermo

Barbara Lanza
CRA-OLI, Consiglio per la Ricerca
e la Sperimentazione in Agricoltura, Centro
di Ricerca per l'Olivicoltura e l'Industria Olearia,
Città Sant'Angelo (PE)

Antonella Lavini
CNR, Istituto per i Sistemi Agricoli e Forestali
del Mediterraneo (ISAFoM)

Giovanni Lercker
Dipartimento di Scienze degli Alimenti, Università
degli Studi di Bologna

Enrico Maria Lodolini
SAPROV, Dipartimento di Scienze Ambientali
e delle Produzioni Vegetali,
Università Politecnica delle Marche

Enrico Lupi
Associazione Città dell'Olio

Luisa Mannina
DISTAAM, Dipartimento di Scienze e Tecnologie
Agroalimentari, Ambientali e Microbiologiche,
Università degli Studi del Molise

Francesco Paolo Marra
Dipartimento di Colture Arboree,
Università degli Studi di Palermo

Alessandra Merra
Assessorato Beni Culturali e Pubblica
Istruzione, Servizio Museografico
di Palermo, Regione Sicilia

GianFrancesco Montedoro
Dipartimento di Scienze
Economico-Estimative e degli Alimenti,
Università degli Studi di Perugia

Pasquale Montemurro
Dipartimento di Scienze
delle Produzioni Vegetali,
Università degli Studi di Bari

Antonio Montinaro
Agenzia LAORE, Sardegna

Nicola Moretti
Dipartimento di Scienze dei Sistemi Colturali,
Forestali e dell'Ambiente,
Università degli Studi della Basilicata

Laura Natarelli
DOFI, Dipartimento di Ortoflorofrutticoltura,
Università degli Studi di Firenze

Davide Neri
SAPROV, Dipartimento di Scienze Ambientali
e delle Produzioni Vegetali,
Università Politecnica delle Marche

Stefania Nin
DOFI, Dipartimento di Ortoflorofrutticoltura,
Università degli Studi di Firenze

Giorgio Pannelli
CRA-OLI, Consiglio per la Ricerca
e la Sperimentazione in Agricoltura,
Centro di Ricerca per l'Olivicoltura
e l'Industria Olearia, Spoleto (PG)

Enzo Perri
CRA-OLI, Consiglio per la Ricerca
e la Sperimentazione in Agricoltura,
Centro di Ricerca per l'Olivicoltura
e l'Industria Olearia, Cosenza

Stefano Pini
Dipartimento di Agricoltura, Protezione
Civile e Turismo-Servizi alle imprese agricole,
Regione Liguria

Michele Pisante
Centro di Ricerca e Formazione in Agronomia
e Produzioni Vegetali,
Dipartimento di Scienze degli Alimenti,
Università degli Studi di Teramo

Primo Proietti
Dipartimento di Scienze Agrarie e Ambientali,
Università degli Studi di Perugia

Solange Ramazzotti
Centro di Ricerca e Formazione in Agronomia
e Produzioni Vegetali,
Dipartimento di Scienze degli Alimenti,
Università degli Studi di Teramo

Sergio Rapagnà
Dipartimento di Scienze degli Alimenti,
Università degli Studi di Teramo

Bruno Romano
Dipartimento di Biologia Applicata,
Università degli Studi di Perugia

Annalisa Rotondi
CNR, Istituto di Biometeorologia, Bologna

Antonio Rotundo
Dipartimento di Scienze dei Sistemi Colturali,
Forestali e dell'Ambiente,
Università degli Studi della Basilicata

Giuseppe Rotundo
Dipartimento di Scienze Animali, Vegetali
e dell'Ambiente, Università degli Studi del Molise

Eddo Rugini
Dipartimento di Produzione Vegetale,
Università degli Studi della Tuscia

Carolina Alessandra Santi
CNR, Istituto per lo Studio degli Ecosistemi (ISE),
Firenze

Maria Saponari
CNR, Istituto di Virologia Vegetale, Bari

Vito Savino
Dipartimento di Protezione delle Piante e Microbiologia
Applicata, Università degli Studi di Bari

Luca Sebastiani
Scuola Superiore "Sant'Anna" di Studi Universitari
e di Perfezionamento, Pisa

Michele Seccia
† Vescovo della Diocesi di Teramo-Atri

Maurizio Servili
Dipartimento di Scienze Economico-Estimative
e degli Alimenti, Università degli Studi di Perugia

Alessandro Sonsini
Dipartimento di Tecnologie per l'Ambiente Costruito,
Università degli Studi "G. D'Annunzio" di Chieti (PE)

Fabio Stagnari
Centro di Ricerca e Formazione in Agronomia
e Produzioni Vegetali, Dipartimento di Scienze
degli Alimenti, Università degli Studi di Teramo

Giovanna Suzzi
Dipartimento di Scienze degli Alimenti,
Università degli Studi di Teramo

Rosanna Tofalo
Dipartimento di Scienze degli Alimenti,
Università degli Studi di Teramo

Agostino Tombesi
Dipartimento di Scienze Agrarie e Ambientali,
Università degli Studi di Perugia

Sandro Vannucci
Giornalista RAI

Marco Vieri
DIAF, Dipartimento di Ingegneria Agraria
e Forestale, Università degli Studi di Firenze

Pasquale Viggiani
Agronomo specialista in flora spontanea

Tonino Zelinotti
SISSG, Società Italiana Studio Sostanze Grasse

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