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Roma, 27 maggio 2009
Valori e Valore dell'olio italiano
Cantine Due Palme - Cellino San Marco (BR)
l'ulivo e l'olio
AA.VV.
Pagine: 784
Foto: 1729
| Formato: 19,5 x 24 cm |
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| Cartonato (cop. rigida): Euro 76,00 |
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PRESENTAZIONE
L'olivo, pianta millenaria del paesaggio agricolo Mediterraneo, è stato sempre apprezzato per i suoi frutti e per l'olio che da essi si ricava per semplice pressione. Simbolo di pace e longevità, l'olivo inizia il suo percorso di specie coltivata nella regione compresa tra i rilievi a sud del Caucaso e ad ovest dell'altopiano iraniano, dove, circa 6.000 anni fa, alla sua coltivazione si dedicarono i popoli semitico-camiti. L'abbondanza dei reperti e le testimonianze degli antichi ci parlano dunque della storia millenaria dell'Olea europaea sativa che, dall'Oriente, presto raggiunse quello che Braudel chiamò, non a caso, il “mare degli oliveti”, il Mediterraneo, giungendo prima in Grecia, quindi sulle coste africane e, infi ne, nella penisola iberica e italiana. A partire dall'VIII secolo a.C., con la colonizzazione greca dell'Italia meridionale, la coltivazione dell'olivo venne introdotta in quella che verrà chiamata la Magna Grecia. Si narra che Romolo e Remo, discendenti degli Dei e fondatori di Roma, videro la luce sotto i rami di un olivo, anche se a dar retta a Fenestrella, storico annalista citato da Plinio nella Naturalis historia, sembrerebbe che fi no al VI secolo a.C., nella città eterna, la coltivazione dell'olivo fosse ancora sconosciuta. In questo affascinante e lungo viaggio la storia e il mito dell'olivo e dell'olio si intrecciano ripetutamente e se per il popolo ebraico fu Dio a donare ad Adamo, ormai prossimo alla morte, i tre semi che il fi glio Seth pose tra le sue labbra prima di seppellirlo e dai quali germogliarono il cedro, il cipresso e l'olivo, è alla Dea Iside, moglie di Osiride, che gli antichi egizi rendevano omaggio per aver dato loro la capacità di coltivare il sacro albero.
È l'olio il prodotto principe dell'olivo, ab initio apprezzato per il suo legno. L'olio, fonte di luce e alimento con elevata conversione energetica, elemento simbolico delle grandi religioni monoteiste, unguento prezioso degli atleti olimpici. L'olio, al centro della dieta mediterranea cui si riconosce da ogni parte il primato alimentare per la salute umana, è la ragione della straordinaria espansione che la coltivazione dell'olivo sta vivendo in tutti i continenti. L'olivicoltura italiana, giunta a noi nel terzo millennio come un modello di agricoltura multiproduttiva, vive una fase di transizione destinata a cambiare la fi sionomia del paesaggio olivicolo italiano. Se non della stessa economia agricola del nostro Paese. Da un lato, i sistemi tradizionali, del cui ruolo storico, sociale e paesaggistico è diffi cile fare a meno, dall'altra l'urgenza per una nuova olivicoltura che dovrà essere capace di creare nuovi legami tra qualità, economicità ed eccellenza alimentare, disegnando un nuovo modello olivicolo italiano, competitivo nel mondo.
Una sfida immensa alla quale non è possibile sottrarsi.
In questo libro – pur seguendo l'impostazione della collana – si è scelto di valorizzare lo stretto legame tra il sistema produttivo e paesaggistico dell'olivicoltura e il ruolo storico e anche religioso, dell'olivo e dell'olio. Ampio spazio è stato riservato alle innovazioni che la ricerca scientifi ca italiana ha realizzato, nel più ampio contesto di una rapida globalizzazione dei consumi e delle abitudini alimentari. Con questo specifi co obiettivo, una sezione ha rivolto l'attenzione sugli aspetti nutrizionali e salutistici e una ha riguardato le DOP italiane, l'olio del Mediterraneo, il marketing e il mercato internazionale dell'olio di oliva.
Siamo grati a tutti gli accademici, ricercatori, specialisti e professionisti del settore che hanno voluto partecipare a quest'opera, favorendone un approccio inter e multidisciplinare necessario per trasmettere all'olivicoltore e al frantoiano, allo studente e al lettore attento, i valori e la cultura di una pianta e di un alimento di straordinaria importanza per un'insostituibile filiera agroalimentare italiana di qualità.
Per queste ragioni si è scelto, nel titolo, di usare il termine Ulivo e non Olivo, volendo sottolineare che il volume non vuole e non deve essere l'ennesimo manuale “tecnico” riservato agli addetti ai lavori. Chi, per esempio, potrebbe defi nire “oliveto” quello che, invece, è l'uliveto del Getsemani? Una scelta voluta, quindi, non rivolta al passato, ma alla continuità della storia di questa specie, guardando in modo più approfondito al carattere multifunzionale e culturale che oggi, più che mai, può essere la chiave per garantire la sopravvivenza di quella parte di “ulivicoltura” italiana che, pur tecnicamente obsoleta, e quindi non più olivicoltura, è culturalmente e paesaggisticamente fondamentale. Ulivo, quindi, non olivo, per indicare una strada nuova, piuttosto che per guardarsi indietro.
Michele Pisante, Paolo Inglese e Giovanni Lercker
Autori
| Barbara Alfei ASSAM, Agenzia Servizi Settore Agroalimentare Marche Gervasio Antonelli Dipartimento di Economia e Metodi Quantitativi, Università degli Studi di Urbino "Carlo Bo" Roberto Barichello Dipartimento di Agricoltura, Protezione Civile e Turismo-Servizi alle Imprese Agricole, Regione Liguria Ettore Barone Dipartimento di Colture Arboree, Università degli Studi di Palermo Elvio Bellini DOFI, Dipartimento di Ortoflorofrutticoltura, Università degli Studi di Firenze Alessandra Bendini Dipartimento di Scienze degli Alimenti, Università degli Studi di Bologna Rita Biasi Dipartimento di Produzione Vegetale, Università degli Studi della Tuscia Gianfranco Bolognesi Ristorante "La Frasca", Milano Marittima (RA) Marialaura Bonaccio Centro di Ricerche e Formazione ad Alta Tecnologia nelle Scienze Biomediche "Giovanni Paolo II", Università Cattolica del Sacro Cuore, Campobasso Giuseppe Campisi Dipartimento di Colture Arboree, Università degli Studi di Palermo Anna Maria Cane Commissione tecnica governativa, Sottocommissione oli vegetali Carlo Cannella Dipartimento di Fisiopatologia Medica, Sezione di Scienza dell'Alimentazione, Università "Sapienza" di Roma Claudia Cantile Dipartimento di Scienze dei Sistemi Colturali, Forestali e dell'Ambiente, Università degli Studi della Basilicata Luigi Caricato Giornalista "Teatro Naturale", settimanale di agricoltura, alimentazione e ambiente Dario Cartabellotta Assessorato all'Agricoltura e Foreste, Regione Sicilia Giovanni Caruso Dipartimento di Coltivazioni e Difesa delle Specie Legnose "G. Scaramuzzi", Università degli Studi di Pisa Tiziano Caruso Dipartimento di Colture Arboree, Università degli Studi di Palermo Lorenzo Cerretani Dipartimento di Scienze degli Alimenti, Università degli Studi di Bologna Marco Chiarini Dipartimento di Scienze degli Alimenti, Università degli Studi di Teramo Aldo Corsetti Dipartimento di Scienze degli Alimenti, Università degli Studi di Teramo Giovanni D'Agostinis Master in Scienze Cosmetologiche, Università degli Studi di Ferrara Riccardo d'Andria CNR, Istituto per i Sistemi Agricoli e Forestali del Mediterraneo (ISAFoM) Giovanni de Gaetano Centro di Ricerche e Formazione ad Alta Tecnologia nelle Scienze Biomediche "Giovanni Paolo II", Università Cattolica del Sacro Cuore, Campobasso Roberto Dei Adriaoli Srl Gavino Delrio Dipartimento di Protezione delle Piante, Università degli Studi di Sassari Giorgio De Paoli Agronomo, specialista colture in vitro e micropropagazione Nazario D'Errico UNAPROL, Consorzio Olivicolo Italiano Sandro Dettori Dipartimento di Economia e Sistemi Arborei, Università degli Studi di Sassari Claudio Di Vaio Dipartimento di Arboricoltura, Botanica e Patologia vegetale, Università degli Studi di Napoli "Federico II" |
Maria Benedetta Donati Centro di Ricerche e Formazione ad Alta Tecnologia nelle Scienze Biomediche "Giovanni Paolo II", Università Cattolica del Sacro Cuore, Campobasso Sonia Esposto Dipartimento di Scienze Economico-Estimative e degli Alimenti, Università degli Studi di Perugia Andrea Fabbri Dipartimento di Biologia Evolutiva e Funzionale, Università degli Studi di Parma Franco Famiani Dipartimento di Scienze Agrarie e Ambientali, Università degli Studi di Perugia Maria Rosaria Filigheddu Dipartimento di Economia e Sistemi Arborei, Università degli Studi di Sassari Ranieri Filo della Torre UNAPROL, Consorzio Olivicolo Italiano Marco Fornaciari da Passano Dipartimento di Biologia Applicata, Università degli Studi di Perugia Alfonso Germinario Agronomo giornalista Anna Maria Giusti Dipartimento di Fisiopatologia Medica, Sezione di Scienza dell'Alimentazione, Università "Sapienza" di Roma Antonio Guario Osservatorio Fitosanitario Regionale, Regione Puglia Riccardo Gucci Dipartimento di Coltivazione e Difesa delle Specie Legnose "G. Scaramuzzi", Università degli Studi di Pisa Gregorio Gullo Dipartimento di Gestione dei Sistemi Agrari e Forestali, Università degli Studi "Mediterranea" di Reggio Calabria Nino Iannotta CRA-OLI, Consiglio per la Ricerca e la Sperimentazione in Agricoltura, Centro di Ricerca per l'Olivicoltura e l'Industria Olearia, Cosenza Paolo Inglese Dipartimento di Colture Arboree, Università degli Studi di Palermo Barbara Lanza CRA-OLI, Consiglio per la Ricerca e la Sperimentazione in Agricoltura, Centro di Ricerca per l'Olivicoltura e l'Industria Olearia, Città Sant'Angelo (PE) Antonella Lavini CNR, Istituto per i Sistemi Agricoli e Forestali del Mediterraneo (ISAFoM) Giovanni Lercker Dipartimento di Scienze degli Alimenti, Università degli Studi di Bologna Enrico Maria Lodolini SAPROV, Dipartimento di Scienze Ambientali e delle Produzioni Vegetali, Università Politecnica delle Marche Enrico Lupi Associazione Città dell'Olio Luisa Mannina DISTAAM, Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agroalimentari, Ambientali e Microbiologiche, Università degli Studi del Molise Francesco Paolo Marra Dipartimento di Colture Arboree, Università degli Studi di Palermo Alessandra Merra Assessorato Beni Culturali e Pubblica Istruzione, Servizio Museografico di Palermo, Regione Sicilia GianFrancesco Montedoro Dipartimento di Scienze Economico-Estimative e degli Alimenti, Università degli Studi di Perugia Pasquale Montemurro Dipartimento di Scienze delle Produzioni Vegetali, Università degli Studi di Bari Antonio Montinaro Agenzia LAORE, Sardegna Nicola Moretti Dipartimento di Scienze dei Sistemi Colturali, Forestali e dell'Ambiente, Università degli Studi della Basilicata Laura Natarelli DOFI, Dipartimento di Ortoflorofrutticoltura, Università degli Studi di Firenze |
Davide Neri SAPROV, Dipartimento di Scienze Ambientali e delle Produzioni Vegetali, Università Politecnica delle Marche Stefania Nin DOFI, Dipartimento di Ortoflorofrutticoltura, Università degli Studi di Firenze Giorgio Pannelli CRA-OLI, Consiglio per la Ricerca e la Sperimentazione in Agricoltura, Centro di Ricerca per l'Olivicoltura e l'Industria Olearia, Spoleto (PG) Enzo Perri CRA-OLI, Consiglio per la Ricerca e la Sperimentazione in Agricoltura, Centro di Ricerca per l'Olivicoltura e l'Industria Olearia, Cosenza Stefano Pini Dipartimento di Agricoltura, Protezione Civile e Turismo-Servizi alle imprese agricole, Regione Liguria Michele Pisante Centro di Ricerca e Formazione in Agronomia e Produzioni Vegetali, Dipartimento di Scienze degli Alimenti, Università degli Studi di Teramo Primo Proietti Dipartimento di Scienze Agrarie e Ambientali, Università degli Studi di Perugia Solange Ramazzotti Centro di Ricerca e Formazione in Agronomia e Produzioni Vegetali, Dipartimento di Scienze degli Alimenti, Università degli Studi di Teramo Sergio Rapagnà Dipartimento di Scienze degli Alimenti, Università degli Studi di Teramo Bruno Romano Dipartimento di Biologia Applicata, Università degli Studi di Perugia Annalisa Rotondi CNR, Istituto di Biometeorologia, Bologna Antonio Rotundo Dipartimento di Scienze dei Sistemi Colturali, Forestali e dell'Ambiente, Università degli Studi della Basilicata Giuseppe Rotundo Dipartimento di Scienze Animali, Vegetali e dell'Ambiente, Università degli Studi del Molise Eddo Rugini Dipartimento di Produzione Vegetale, Università degli Studi della Tuscia Carolina Alessandra Santi CNR, Istituto per lo Studio degli Ecosistemi (ISE), Firenze Maria Saponari CNR, Istituto di Virologia Vegetale, Bari Vito Savino Dipartimento di Protezione delle Piante e Microbiologia Applicata, Università degli Studi di Bari Luca Sebastiani Scuola Superiore "Sant'Anna" di Studi Universitari e di Perfezionamento, Pisa Michele Seccia † Vescovo della Diocesi di Teramo-Atri Maurizio Servili Dipartimento di Scienze Economico-Estimative e degli Alimenti, Università degli Studi di Perugia Alessandro Sonsini Dipartimento di Tecnologie per l'Ambiente Costruito, Università degli Studi "G. D'Annunzio" di Chieti (PE) Fabio Stagnari Centro di Ricerca e Formazione in Agronomia e Produzioni Vegetali, Dipartimento di Scienze degli Alimenti, Università degli Studi di Teramo Giovanna Suzzi Dipartimento di Scienze degli Alimenti, Università degli Studi di Teramo Rosanna Tofalo Dipartimento di Scienze degli Alimenti, Università degli Studi di Teramo Agostino Tombesi Dipartimento di Scienze Agrarie e Ambientali, Università degli Studi di Perugia Sandro Vannucci Giornalista RAI Marco Vieri DIAF, Dipartimento di Ingegneria Agraria e Forestale, Università degli Studi di Firenze Pasquale Viggiani Agronomo specialista in flora spontanea Tonino Zelinotti SISSG, Società Italiana Studio Sostanze Grasse |
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