il pesco

Succhi, marmellate, sciroppi: le mille trasformazioni di un frutto

Le pesche sono molto apprezzate dall’industria di trasformazione in quanto le peculiari caratteristiche fisico-chimiche che contraddistinguono le diverse varietà, appartenenti ai tre gruppi pesche comuni, percoche e nettarine, consentono di ottenere una gamma piuttosto ampia di prodotti trasformati, destinati sia al consumo finale sia, come semilavorati, alla rilavorazione.

Praticamente, non vi è tecnologia per la quale non esista un tipo di pesca che possa essere utilizzato per l’ottenimento di prodotti con elevate caratteristiche qualitative quali confetture, sciroppati, succhi, canditi.

Fino ai più recenti prodotti di IV gamma. L’industria di trasformazione utilizza non solo materia prima fresca ma anche conservata (frigo-conservazione, atmosfera controllata  o altre tecnologie), che consente di evitare periodi morti, legati alla stagionalità della frutta fresca, e di disporre di prodotto da trasformare lungo un ampio arco di tempo, che può arrivare anche a coprire l’intero periodo dell’anno. La materia prima fresca può essere sottoposta a tutte le operazioni previste per l’ottenimento di prodotti finiti oppure solo a quelle per avere i semilavorati, che saranno conservati con differenti tecnologie in attesa della rilavorazione per l’ottenimento di prodotti finiti.

Vuoi capire meglio come nasce il succo di pesca o la marmellata che non puoi fare in casa perché non sempre ci sono le pesche? Per conoscere i processi di trasformazione della pesca e scoprire come ottenere ottime confetture, pesche sciroppate, succhi o altro consulta il capitolo Trasformazione industriale del volume “il pesco” della collana Coltura & Cultura.






 

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