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Saldo positivo per l'ortofrutta italiano: +390 milioni

Nel 2016, l'interscambio del settore ortofrutticolo ha raggiunto quasi 10 miliardi di euro. Il saldo tra import ed export rimane attivo (+390 milioni di euro), con le esportazioni concentrate in prevalenza verso i Paesi UE (che contribuiscono per oltre l'80% al fatturato generale).

Il primo mercato di destinazione dell'ortofrutta italiana rimane, di gran lunga, la Germania, con un fatturato di 1,5 mld di euro (in crescita del 5,8%) e una quota superiore al 30%. Seguono come altre principali destinazioni: Francia (500 mln euro e una crescita del 10,1%); Austria (309 mln euro, +8,8%); Regno Unito (278 mln euro, +1,6%); Svizzera (251 mln euro, +5%) e Spagna (209 mln euro, +7,1%).

SPAGNA PRIMO FORNITORE - Proprio quest'ultimo Paese risulta invece il primo fornitore di ortofrutticoli verso l'Italia, benché nel 2016 si sia registrata una flessione del 12%, per complessivi 818 mln di fatturato. L'Italia si rifornisce anche da: Francia (402 mln di euro, +1,1%), Turchia (397 mln di euro, -8,7%); Paesi Bassi (354 mln di euro, +6,3%), USA (318 mln di euro, +2,8%) e Costa Rica (236 mln di euro, +5,1%).

In complesso, l'import ortofrutticolo italiano nell'anno 2016 è risultato leggermente in flessione rispetto al 2015 (-1,4%), per complessivi 4,57 miliardi di euro. L'ortofrutta rimane la seconda voce dell'export agroalimentare italiano (dopo il vino), con un giro d'affari di 4,9 mld di euro, in crescita del 5%.

IL CASO DELLA CINA - Negativo risulta invece il saldo della bilancia commerciale tra Italia e Cina, in quanto a interscambio ortofrutticolo. Nel 2016, infatti, il valore delle importazioni in Italia di prodotti ortofrutticoli dalla Rep. Popolare Cinese è stato pari a 132 milioni di euro (-3,8% rispetto al 2015). Di contro, le nostre esportazioni di frutta verso la Cina (prevalentemente kiwi) hanno totalizzato 27 mln di euro, in crescita del 12,8% rispetto al 2015. Il saldo 2016 risulta dunque negativo per 105 mln di euro.

L'import di prodotti agroalimentari nella Rep. Popolare Cinese è complessivamente in forte crescita (+29%, per un giro d'affari di 200 mln di dollari); per l'Italia, a beneficiarne sono stati finora olio e vino rosso. La percezione cinese del nostro Paese è quella di un fornitore accurato in termini di qualità, sicurezza alimentare, imballaggio e altre tecnologie agricole.

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