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Quale vino per ogni politico?

«A Matteo Renzi consiglierei un buon vino da meditazione» così inizia la chiacchierata semiseria di Daniele Rosa con Roberto Rabachino, vera icona nel mondo del vino, pubblicata su Affaritaliani e che mette insieme i maggiori leader politici del mondo, accostandoli alle tipologie di vino che Rabachino consiglia a ognuno di loro.

Per la quarta volta consecutiva nominato Presidente dell'Associazione della Stampa Agroalimentare Italiana, autore di libri e Presidente della prestigiosa International Wine Tester Organisation che ha sede a New York e raggruppa ben 29 nazioni nel mondo.
A MATTEO RENZI UN VINO DA MEDITAZIONE - E allora Roberto – scrive Rosa -  cosa consiglieresti al risorto 'politicamente' Matteo Renzi chiamato da oltre due milioni di elettori al ruolo di nuovo numero uno del PD e potenziale leader del paese alle prossime elezioni?
«Certamente un buon vino da meditazione come l'ottimo PASSITO DI PANTELLERIA. Per tre motivi principali: primo perché avendo un alto contenuto zuccherino contribuisce a far lavorare meglio il cervello, secondo perché la sua alcolicità, soprattutto nei momenti di euforia, permette di diminuire l'aggressività e terzo ti permette di meditare e pensare con attenzione agli aspetti giusti e sbagliati del passato, presente e futuro'.
A DONALD TRUMP UN BUON FRANCIACORTA - E al tycoon degli Stati Uniti che ha festeggiato i suoi primi cento anni di presidenza pieni di luci ed ombre – prosegue Rosa - come con la legge sugli ingressi ai musulmani, la riforma fiscale, i 59 tomawahks lanciati contro l'Isis e le serie minacce al terrore della Corea del Nord?
«Sicuramente consiglierei un ottimo FRANCIACORTA. Soprattutto perché le bollicine di questo vino sono ricche di gas carbonio. Anche in questo modo gioioso il Presidente può capire che in fondo i gas possono servire pure per cose sane e buone e non solo come armi di distruzione di massa.
Ad esempio un famoso FRANCIACORTA SATEN, a dosaggio zero di zuccheri,per fargli comprendere, quanto amara possa anche essere la vita.
A lui in particolare che ha avuto la fortuna di gustarne sempre la parte più dolce potrebbe risultare molto utile».

A MACRON VINI COSTOSI E ALLA LE PEN VINI ALGERINI - E da ultimo verso che vini potrebbero indirizzarsi i due potenziali candidati all'Eliseo, il giovane outsider Emmanuel Macron e la grintosa leader del Front National, Marine Le Pen? «Al primo suggerirei di spendere i propri soldi in vini importanti, anche dal punto di vista economico, essendo lui un figlio dei grandi potentati economici, tipo un rosso di prestigio come un  ROMANÈE CONTI.
E pure alla Le Pen consiglierei un buon vino rosso ma ALGERINO, affinchè possa comprendere che, pure dai maghrebini e da Nord africa in generale, possono nascere cose buone, belle e di valore».
PER I POLITICI IL VINO PERCHÈ 'IN VINO VERITAS' - E per concludere – afferma Rosa - possiamo aggiungere che, alla fine, a tutti e quattro servirebbe bere e bere bene. È risaputo infatti che in 'vino veritas'. E mai come adesso serve, alle classi politiche di qualsiasi area geografica, una forte componente di verità e trasparenza.

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