il pesco

Pesco: sei un mito

Il pesco è fortemente legato alla mitologia e al folclore del popolo orientale, soprattutto cinese. Nei racconti della mitologia cinese si narra di un palazzo costruito tutto in giada, appartenente alla Regina-Madre dell’Occidente, Hsi Wang Mu, nei lontani Monti Kunlun nel centro della terra, circondato da un magnifico giardino dove cresce l’albero di Pesco dell’Immortalità.

L'ALBERO DI PESCO DELL'IMMORTALITA' - In questo luogo le sole creature umane ammesse sono quelle a cui gli dei hanno concesso, in gratitudine alle loro virtù, di mangiare i meravigliosi frutti di pesco dell’albero dell’immortalità, durante la loro vita terrena. Il personaggio della Regina-Madre dell’Occidente entra anche nel folclore quotidiano attraverso la pittura. Ogni anno, quando gli alberi cominciano a fiorire, il popolo cinese celebra la festa tradizionale più importante, la Festa di Primavera (Capodanno cinese). Una parte della celebrazione è rappresentata dal dipinto per il Nuovo Anno, un simbolo di buona fortuna. I dipinti per l’Anno Nuovo hanno in Cina una lunga storia e tre di essi interessano anche il pesco.

I FIORI DI PESCO - Anche i fiori di pesco sono molto importanti nel folclore cinese. Yamei Kin (1914) rivisita la storia della Fontana dei Fiori di Pesco, scritta da T’ao Yuan Ming tra il 365 e il 427. Un pescatore disperso si ritrova in una piccola baia circondata da tanti alberi di pesco in fiore; meravigliato, il pescatore spinge la sua barca ancora più avanti remando, chiedendosi quanto lontano arrivassero quei boschi. Verso la foce del fiume, dove gli alberi di pesco cominciano ad assottigliarsi, gli appare una montagna, sul cui pendio c’è un’apertura con una luce scintillante. Scende dalla barca e attraversa quel varco entrando in un’ampia regione, con case disposte in modo ordinato, campi fecondi, meravigliosi laghetti, alberi di gelso e piante di bambù, dove tutti sono gentili, dove prevalgono la bontà e la contentezza. Gli abitanti del villaggio lo invitano nelle loro case e gli offrono vino e cibo. Dopo alcuni giorni, il pescatore è pronto a partire, ma gli abitanti del villaggio lo pregano di non raccontare della loro regione al mondo esterno. Tornando indietro, il pescatore cerca di memorizzare dei punti di riferimento. Una volta arrivato a casa, si reca dall’ufficiale della contea e gli racconta la sua esperienza. L’ufficiale rimane così impressionato dalla storia che decide di accompagnarlo per ritrovare quel luogo meraviglioso, ma la ricerca risulta infruttuosa. Alla fine, il pescatore realizza che non vedrà mai i giorni “del pesco in fiore” della sua giovinezza e che i “rosei” sogni e ideali arrivano una sola volta nella vita. Un nobile uomo di nome Liu Ziji della contea settentrionale di Nanyang, sentita questa storia, cerca di ritrovare il villaggio, ma non ci riesce e muore presto di malattia. Da allora, nessuno ha più chiesto del Paradiso oltre i Peschi Fioriti. Questa storia ha dato origine all’espressione cinese Shiwai Taoyuan (paradiso di pesca nell’altro mondo), che sta a indicare una terra ideale in cui regnano pace e armonia.

IN EGITTO - In Egitto, la pesca era sacra a Hator e ad Arpocrate. Arpocrate (in greco Αρποκρατης, -ους, in latino Harpocrates, -is) è una divinità della mitologia egizia corrispondente al dio Horo da bambino, ossia il dio del silenzio e dell’infanzia, tanto che, ancora oggi, le guance dei bambini vengono paragonate alle pesche, per la loro morbidezza e carnosità. La sua iconografia più diffusa lo rappresenta come un bambino stante o in braccio alla madre, la dea Iside, mentre si porta un dito alla bocca. Altro elemento tipico di Arpocrate è la sua testa completamente rasata, a eccezione di una trecciolina che ricade sul suo lato destro. Crescendo, Arpocrate assunse le sembianze di falco e venne chiamato Horo. Anche se di origini egiziane, soprattutto dell’area del Basso Egitto, il suo culto venne presto adottato anche nell’area greca e romana, dove rappresentò il dio del silenzio, con il dito alla bocca e cinto di un mantello cosparso di occhi e di orecchi.

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