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L'appello di Martina, 18 anni: "Più elasticità per salvare l'agricoltura"

In un mondo agricolo che cambia, sempre più tecnologico e modernizzato, Martina Mosconi studentessa di 18 anni del Campus Agroalimentare Raineri - Marcora è un esempio e una bella testimonianza di come una giovane impegnata sogni il suo futuro nell’agricoltura. Martina ha partecipato al 2° Workshop sull’agricoltura italiana e ci trasferisce le sue speranze.

Martina è figlia di imprenditori, l’azienda agricola che gestisce la sua famiglia conta 1000 capi di frisone da latte di cui un po’ meno della metà producono latte.

“Al momento sto finendo agraria e poi desidero andare all’università per riuscire a entrare in azienda con competenze adeguate che mi aiutino nel ruolo di imprenditore e mi forniscano anche consigli nei confronti degli animali”.

Il suo sogno: portare avanti l’attività dei genitori impegnandosi ad investire nella ricerca e utilizzando sempre più le nuove tecnologie: “Non voglio stare solo in stalla ma un giorno vorrei trovare nuove risorse informative, economiche e strutturali per portare modifiche che migliorino e ci permettano di essere più moderni. Ad esempio vorrei tenere occhi più aperti sulle nuove notizie come nella ricerca di nuovi ibridi di mais per alimentare meglio gli animali. Il problema è che gestire il lavoro agricolo in stalla sta diventando impossibile a causa della burocrazia e delle troppe norme, un esempio su tutti adesso i vitelli devono essere disposti in box ma con un contatto non solo frontale ma anche laterale. Lacci e lacciuoli che di certo non aiutano un lavoro di per sé già duro”.

Quello a cui tutti noi auspichiamo è avere meno norme e più elasticità.

Cosa chiederesti al Governo? “Molte volte pensando alla troppa rigidità e alle nozioni apprese sui libri vorrei chiedere al Governo di sostenerci informandosi maggiormente dagli esperti veterinari sulle dinamiche agricole”.

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