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L'albedo contrasta il riscaldamento totale in agricoltura

Albedo for Africa – combattere il riscaldamento globale”, che ha alleato la Fondazione “Sorella Natura”, presieduta da Roberto Leoni, e il CNR, ha esplorato le applicazioni di innovative ricerche dell’Università di Perugia, confermate dalla Concordia University di Montreal e dall’australiana University of South Wales hanno asseverato: il cosiddetto "albedo", ossia il bianco riflettente, consente di contrastare il riscaldamento globale. La diffusione di edifici e di superfici colorate con un bianco ‘speciale’ rimanda al mittente l’insolazione, limitando le emissioni di CO2. Tale metodo ha un’applicazione ideale in Africa, ma anche alle nostre latitudini gli effetti sono di grande rilevanza.

L'albedo e i problemi dell'agricoltura

Ne parliamo con il professor Franco Cotana, ordinario di Fisica Tecnica, Energie rinnovabili e impiantistica dell’Università di Perugia: “Il riscaldamento totale in agricoltura lo tocchiamo con mano quotidianamente: la siccità violenta di quest’anno era stata preceduta, l’annata precedente, da una frequente piovosità, il che ha favorito – parlo per esperienza sull’agricoltura umbra – lo sviluppo della calamitosa mosca olearia. Sempre più spesso, poi, siamo colpiti da eventi metereologici estremi, come le ormai proverbiali bombe d’acqua o trombe d’aria talvolta della potenza di piccoli uragani, nonché il dilagante dissesto idrogeologico.”
Un quadro in peggioramento a cui occorre far fronte, in convergenza fra pubblico e privato: “La complessità degli interventi necessari – afferma il professor Cotana – necessita tale collaborazione. L’uso delle energie rinnovabili, delle biomasse e l’applicazione di metodologie per l’efficienza energetica riguarda anche l’agricoltura. Ad esempio, con una migliore gestione della silvicoltura e il recupero dei materiali di scarto attraverso i biotrituratori di legno ed erba, l’utilizzo intelligente delle potature e delle ramaie, sì da creare nuove filiere energetiche, sostituendo l’inquinante gasolio con le biomasse. Ciò può generare nuovi introiti, perché può portare non solo all’indipendenza energetica, ma anche alla cessione a terzi dell’energia ‘pulita’ in eccedenza, magari con l’apporto di cooperative giovanili impegnate a sviluppare il business sul mercato energetico.”
Anche il pubblico deve, però, cambiare il proprio approccio: secondo Cotana: “dovrebbe semplificare le procedure di commercializzazione delle biomasse prodotte dagli scarti dell’agricoltura, tali da dare un reddito integrativo”.

L'innovazione come antidoto alla crisi dell'agricoltura

Una proposta di profonda innovazione viene, infine, dalla ricerca universitaria applicata: “Oggi abbiamo presentato – afferma il professor Cotana – un’innovazione che avrebbe un impatto straordinario per l’autonomia economica dell’Africa, creando reddito per la popolazione – mitigandone la migrazione da povertà – attraverso la tecnologia Albedo e i materiali retroriflettenti. L’esistenza di un conto CO2 fra Nazioni farebbe sì che i Paesi africani, grazie ad una frazione positiva, possano cederlo a quelli industrializzati, perennemente a debito e, quindi, recuperare risorse economiche, migliorando le condizioni di vita delle popolazioni.

Il progetto Albedo per l'agricoltura italiana

Albedo, però, potrebbe avere un impatto positivo anche sull’agricoltura italiana, attraverso l’uso di teli per la pacciamatura in bianco riflettente, da noi brevettata, che favoriscono l’utilizzo di una minore risorsa idrica, in quanto riducono l’evapo-traspirazione dell’acqua dal terreno. In tal modo – conclude il cattedratico dell’Università di Perugia – alla latitudine dell’Italia, vengono a compensarsi tonnellate di CO2, nella misura di una tonnellata ogni 10 metri quadrati di terreno. Il fenomeno è ancor più rimarcato in Africa, dove si compensa una tonnellata di CO2 ogni 3 – 4 mq.Il Centro di Ricerche Universitario CRB dell’Università di Perugia ha sviluppato i prototipi di tali teli, brevettandoli e presto li commercializzerà con propri spin off.”       

di Annamaria Barbato Ricci
 

 

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