intervista

Insieme contro il cancro: l’alimentazione tra i primi alleati

Tre tumori su dieci sono causati da un’alimentazione scorretta, basterebbe questo dato per capire l’incidenza del cibo e del nostro stile di vita, sull’insorgenza o la cura di patologie così importanti. Combattere il tumore è una lotta comune, come racconta nel suo ultimo libro Insieme contro il cancro, presentato nella sede di Bayer Italia a Milano, il Prof. Francesco Cognetti - Direttore del Dipartimento di Oncologia Medica dell’Istituto Nazionale Regina Elena di Roma e Presidente della Fondazione Insieme contro il Cancro.

Il suo nuovo libro Insieme contro il cancro, raccoglie una serie di testimonianze di personaggi noti vicini alla battaglia contro questo male, come è nato e perché?

Il cancro è una malattia che ha dei numeri incredibili, ci sono circa 3.200.000 malati nel nostro paese, per sconfiggerla o controllarla nella maggior parte delle forme, c’è bisogno dell’aiuto di tutti. Il senso di questo libro, che ha come titolo il nome della nostra Fondazione, è quello di portare avanti la grande lotta comune per sconfiggere i tumori. Non bastano solo medici e pazienti, c’è bisogno dell’impegno di tutta la società civile e politica, dell’impegno di testimonial e di persone note che hanno avuto questa esperienza e che testimoniano che dal cancro si può guarire.

 

Ricerca, innovazione, prevenzione e informazione, sono parole cardine per il suo lavoro. A che punto siamo in Italia in questi settori?

Per quel che riguarda la ricerca clinica l’Italia è ancora a livelli di assoluta preminenza, ci sono diverse istituzioni che insieme partecipano a ricerche internazionali. Quello che manca è la ricerca spontanea, quella di laboratorio viene poco finanziata. L’Italia spende una percentuale infinitesimale del PIL per favorire la ricerca, nettamente al di sotto della media europea che viene destinata all’attività di ricerca in campo oncologico. Nel nostro libro descriviamo ampiamente come oggi ci siano delle conoscenze inequivocabili per la prevenzione primaria e gli stili di vita e anche per la prevenzione secondaria, con screening più personalizzati e diagnosi precoci.

 

La prevenzione è una tappa fondamentale, come è possibile farla anche attraverso l’alimentazione?

Ci sono ormai delle indicazioni abbastanza ferme in questo senso, l’aumento di peso ad esempio favorisce alcuni tumori anche molto frequenti. Quindi dobbiamo cercare di mantenere il nostro peso ideale, limitando il consumo di cibi grassi soprattutto quello di carni rosse e un eccessivo utilizzo di insaccati e di carni lavorate.

 

Quali sono gli alimenti e gli stili di vita che aiutano in questo senso?

Bisogna favorire la classica dieta mediterranea con pesce, verdura e frutta e anche un po’ di pasta che non guasta. Questo tipo di alimentazione è equilibrata e allo stesso tempo è sana. Fondamentale è l’attività fisica, che bisognerebbe svolgere regolarmente, anche se non necessariamente a livello competitivo. Importante inoltre non fumare. Esiste uno stretto rapporto tra numero di sigarette consumate in un giorno e l’insorgenza del cancro: un terzo di tutti i tumori infatti, non solo quelli al polmone, sono legati al tabagismo.

 

Cosa dovrebbe fare l’Italia a livello politico per aiutare la ricerca e il vostro lavoro?

Nel nostro paese ci sono molte problematiche, la prima delle quali secondo me è il federalismo in Sanità e l’indipendenza delle Regioni. Ci sono delle differenze enormi tra il Nord, il Centro e il Sud, che determinano già oggi per i tumori, una differenza di mortalità tra le regioni che sfiora il 10% a discapito del Centro e del Sud. Dati importanti da non sottovalutare.

 

Come si può combattere e sconfiggere questa malattia?

Il tumore è una malattia genetica e fa parte della nostra stessa biologia. Esiste però la possibilità di diminuirne l’incidenza attraverso la prevenzione primaria e di diminuirne l’aggressività attraverso la prevenzione secondaria. La diagnosi precoce è indispensabile e attraverso alcuni trattamenti specifici, è possibile controllare la malattia anche per molto tempo, quando non si riesce a deradicarla. Oggi si può affermare che il tumore non è più un male incurabile, ma è una battaglia da condurre tutti insieme.

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