interviste

"Innovare, parola d'ordine per l'agricoltura italiana"

Matteo Lasagna quarantenne presidente di Confagricoltura Lombardia , una famiglia di imprenditori del mantovano con un'impresa lattiero casearia gestita con il padre Rodolfo, ha ben chiaro come imprenditore e presidente una  parola chiave: innovazione tecnologica.

“Oggi sempre di più - ci conferma Lasagna - l'agricoltura ha bisogno di impegni significativi sulla ricerca (impegni che devono pervenire sia dal pubblico che dal privato ) e sempre di meno  di luoghi comuni che orientano 'male' l'opinione pubblica .
Alcune percezioni discutibili che la gente si fa su temi importanti nascono dai media, sovente non sono suffragate da rilievi scientifici (ad esempio un'ipotetica cancerogenicità del latte) o da leggende metropolitane tipo quella delle 'fragole pesce'.
Entrambi i processi danneggiano inutilmente il nostro sistema agricolo”.

“Abbiamo grandi fortune - continua il presidente - in primis di avere a Parma un'istituzione europea, l'EFSA, l'agenzia alimentare che può dare risposte certificate, e poi una vasta rete di università dove 'fiorisce' ricerca avanzata.
Purtroppo abbiamo anche giovani ricercatori con studi interessanti chiusi nei cassetti per mancanza di fondi e, ripeto, per pubblico accanimento dell'opinione pubblica”.

Un caso potrebbe essere quello del glifosato?

Certamente, pur avendo avuto il via libera all'utilizzo dagli organismi competenti e dal sistema politico nel suo complesso, è stato già stato giudicato colpevole dai media e da buona parte della pubblica opinione. Dobbiamo smettere di sostenere tesi argomentate solo dal sospetto e non certificate da organismi demandati.

Innovazione significa anche altro

Innovazione è sicuramente anche altro. Sono molto favorevole ad esempio alle reti di impresa nel comparto agricolo che è ancora molto frammentato.Il mondo delle cooperative ha fatto molto in tal senso ma molto ancora resta da fare.
La rete è uno strumento che aiuta gli agricoltori ad aggregarsi tra loro e pure con altri attori della filiera alimentare, dalla grande distribuzione al commercio in generale.

E Confagricoltura si sta evolvendo in questa direzione?


Abbiamo scelto, ormai da circa 6 anni, di cambiare pelle, e diventare sempre più un sindacato di servizi a fianco delle imprese per dare risposte concrete su temi vitali quali l'approccio al sistema creditizio, a quello assicurativo e sui mercati.
Senza ovviamente dimenticare il tema principe della rappresentanza per il sistema delle imprese agricole'.

E il ritorno dei giovani alla terra?

Con piacere abbiamo osservato un incremento delle adesioni agli  studi agrari a tutti i livelli. Dobbiamo però essere coscienti che occorrono ulteriori sforzi per dare ritorno economico a molte professioni agricole. Occorre dimenticare il concetto del reddito di 'sussistenza'. Il giovane pastorello isolato con le sue pecore sulla Maiella deve rimanere lo spunto per un dipinto bucolico .
Devono crescere gli sforzi per alzare il livello tecnologico, come ad esempio sulla banda larga. Dalla Lombardia può e deve partire questo rinnovamento'.

Infine alla politica chiediamo un migliore accesso al credito soprattutto per le start up, un crogiuolo di idee e fantasia per l'agricoltura italiana del prossimo futuro'.

 

dierre

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