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#IlCampoDelleIdee - le olive "high tech" di Elaisian

Un sistema di controllo e monitoraggio degli oliveti, utile per controllare il terreno, il clima, la concimazione ed evitare malattie, massimizzando quantità e qualità della produzione, anche per chi è lontano dai terreni. E' il sistema alla base di Elaisian, fondato da tre startupper romani, che vogliono rivoluzionare il mondo della produzione olivicola

Cos'è Elaisian
È un servizio di agricoltura di precisione per produttori olivicoli: abbiamo costruito un dispositivo con diversi sensori che vanno a rilevare la situazione climatologica, i tre tipi di clorofilla a, b, betacarotene e componentistica come potassio, magnesio, zinco. Monitora i principali componenti del terreno attraverso fotocamera. Oltre al dispositivo, attraverso una rete wifi connettiamo il sistema con con una centralina, diamo dati puliti ai produttori, grazie ad algoritmi su ogni malattia e processi. Diamo statistiche e segnalazioni su malattie, suggeriamo la concimazione da fare per il terreno, abbiamo quadro generale su area monitorata. In media, posizioniamo questo dispositivo ogni due ettari, che è la distanza giusta che abbiamo studiato con l'Università di Perugia.

Con quanti produttori avete iniziato a collaborare?
A oggi abbiamo una ventina di produttori, 5 hanno installato servizio a dicembre, altri stanno aspettando in sei regioni diverse, siamo di base a Roma come ufficio e abbiamo Lazio, Umbria, Toscana, Campania, Puglia, Abruzzo.

Quanto costa Elaisian?
Il costo è abbastanza in target con quelli che sono i bisogni e la disponibilità dei produttori. Nostro target sono produttori con appezzamenti di terra non inferiori ai 1000 alberi. Ci sono arrivate richieste anche da produttori lontani dalla loro terra e che hanno meno di 300 alberi.

Com'è nata l'idea e quali sono stati i passi per svilupparla?
Io sono uno dei fondatori, insieme a Damiano e Gabriele, il primo è un produttore della Sabina, il secondo un informatico. Io e Damiano siamo stati impiegati in una start up del food delivery. Avendo esperienza nel settore olivicolo e delle conoscenze innovative, ci siamo messi insieme per fare qualcosa. Quindi abbiamo sviluppato l'idea in sei mesi e a novembre abbiamo vinto Start up Foodcamp, selezionati fra 600 progetti internazionali.

Quale pensate possa essere l'impatto dell'agricoltura di precisione nei prossimi anni?
Nel settore olivicolo penso sarà un impatto importante. Abbiamo scelto questo settore perché era uno dei più arretrati e con maggiore potenziale a livello italiano, sia come produzione che come terre. Il settore andava salvaguardato. A causa di meccanismi non efficienti o malattie si perdeva tanta produzione. Siamo partiti da questi problemi per sviluppare un settore importante per il Made in Italy. Accostare l'innovazione a espertissimi produttori è un binomio importante per il futuro. È bene affiancare ai metodi tradizionali, quei metodi scientifici e tecnici per un risultato migliore.

Il vostro strumento è solo per ulivi o anche per altre colture?
A oggi è solo per gli ulivi ma il nostro sistema è studiato per alberi da fusto e da frutto. Lo stiamo studiando, in futuro potrebbe essere allargato a viticultura, o agrumeti.

Come sta cambiando il settore primario? Quali sono i passi che gli odierni agricoltori dovrebbero compiere per restare contemporanei?
Negli ultimi mesi ho riscontrato pareri positivi da grandi produttori e piccoli, sono fiducioso sul settore. Penso che sia necessario per tutti, soprattutto per i più piccoli farsi una cultura sulla materia e andare oltre gli schemi familiari, in modo che produttori più bravi possano aggiornarsi sempre.. Ci sono tante possibilità di innovare per come si va a macinare e quant'altro. È tutto il settore che potrebbe funzionare e ci sono grandi opportunità sia per la quantità di produzione che per la qualità.

Dal punto di vista dei sussidi e dei sostegni governativi?
C'è tanto da imparare dalla Spagna che sta facendo bene dal lato dell'innovazione e molti giovani si stanno prodigando nell'attività di produttore. I sostegni governo italiano sono un po' più sprecati rispetto allo spagnolo che sono sfruttati al massimo. In Italia i giovani non si vedono come produttori di olio o vino. Spesso quelli che vogliono iniziare sono over 40 oppure se sei giovane e hai famiglia che lo fa. Sarebbe necessaria una spinta a livello governativo. È  un settore fondmentale c'è bisogno di spronare i giovani a fare qualcosa in merito. 

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