il carciofo e il cardo

Il carciofo nei secoli

L’Italia è il principale produttore mondiale di questo tipo di ortaggio, tipico dell’area mediterranea e ricco di qualità organolettiche. Il carciofo (cynara scolymus), universalmente considerato il “re dell’orto”, ha però delle origini lacunose e non del tutto definite. Alcune ricerche e recenti scavi archeologici hanno dimostrato che questo alimento era già noto ai Greci e ai Romani che, attraverso alcuni loro scritti, avrebbero già tramandato gli scopi farmaceutici e alimentari di questo tipo di pianta, descrivendo inoltre le tecniche di coltivazione impiegate proprio per il carciofo.

 

 

L’antichità in mano ai Greci

In particolare i Greci conoscevano il capostipite selvatico del carciofo, perché a questo è collegata una leggenda dalla quale nacque il nome di questo tipo di coltura. Si narra infatti che la ninfa Cynara, chiamata così per i suoi capelli color cenere, fu sedotta da Zeus il potente re degli Dei, che però non vedendo corrisposto il suo amore, la trasformò in carciofo, verde e spinoso come il carattere dell’amata. Forse proprio da questo episodio mitologico nasce la parola carciofo e anche la sua fama di alimento afrodisiaco, che mantiene fin dall’antichità. Questo legame con la mitologia non è casuale, la pianta infatti risulta originaria del bacino del Mediterraneo orientale, comprese le isole Egee, Cipro, l’Africa settentrionale e l’Etiopia, dove tuttora si trovano varie qualità di carciofi cresciuti spontaneamente. Proprio ai Greci è attribuita anche l’importazione dell’ortaggio nel nostro paese e in particolare nell’Italia meridionale, probabilmente in Sicilia, durante il periodo dell’occupazione nel I secolo a.C.

Lo sviluppo in Italia e Europa

Il periodo di maggior fortuna e conoscenza del carciofo ha inizio con l’età moderna dove, dopo Italia, conquista e si diffonde anche in tutta Europa. Questo sviluppo anche in zone più settentrionali, è dovuto al progresso dell’agricoltura nel XVI secolo, dove l’uomo mise a punto tecniche di coltivazione per proteggere la pianta dalle temperature invernali e di controllo maggiore del ciclo vegetativo, allargando e allungando in questo modo il periodo di raccolta. Dopo gli scritti di medicina e di farmacologia nel III secolo grazie alle opere del medico greco Galeno, a partire dal Cinquecento, il carciofo comincia a comparire sempre di più anche nei trattati di cucina, trovando però riscontri di diversa natura. In questo periodo questa pianta è ancora piuttosto rara e considerata un bene di lusso destinato solo alle persone più abbienti. Il consenso per questo alimento aumenta quindi, con la crescente accessibilità da parte di fasce sempre più ampie di popolazione. Da qui parte anche un’improvvisa fortuna figurativa, che va da metà Cinquecento a metà del Seicento, che farà comparire il carciofo nei famosi dipinti di natura morta, accanto a fiori rari e frutti ricercati.

L’esportazione oltreoceano

Il Settecento è il secolo dell’approfondimento per il carciofo che viene classificato in diversi tipi e varietà: da quelli che hanno le spine e quelli che ne sono privi, dalle varie sfumature di colore, fino alla conformazione stessa dell’ortaggio. In questo periodo l’interesse verso questa pianta si sposta dalle questioni di tipo agronomico e orticulturale, dei secoli precedenti, a quelle classificatorie e tassonomiche, grazie all’evoluzione della botanica e del sistema di classificazione univoco del mondo vegetale. Sempre tra il Settecento e l’Ottocento dobbiamo registrare un’altra fase di intensa espansione della pianta del carciofo, quando francesi e spagnoli portarono questo ortaggio fin negli Stati Uniti, in particolare in Louisiana e California, sviluppando successivamente un intenso mercato intorno a questo alimento. Il vero boom della coltivazione però, in particolare nel nostro paese, è partito dagli anni Venti del Novecento, grazie alle vaste opere di bonifica e trasformazione agraria che portò la riforma fondiaria nel Sud Italia.

Curiosità: Molti sono gli aneddoti legati al carciofo nei secoli, uno di questi è legato a Caravaggio. Il pittore Michelangelo Merisi non era conosciuto solo per le sue opere, ma anche per il suo carattere permaloso e per le sue continue liti e una di queste fu proprio per un piatto di carciofi. Accadde All’Osteria del Moro a Roma, dove l’artista ordinò la pietanza e non soddisfatto della spiegazione del garzone su come era stata cucinata, sguainò la spada e furente inseguì il malcapitato per tutta l’osteria.

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