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I "water risk": l'acqua è in pericolo

L'agricoltura si trova di fronte alle sfide dei water risk: la scarsità d'acqua, le inondazioni e la degradazione della qualità dell'acqua. Ognuna di queste ha un impatto sulla produzione, i mercati, gli scambi e la sicurezza alimentare. La disponibilità di acqua sarà sempre minore, specie di fronte a una domanda crescente del settore agricolturale e limitato alle variabili delle precipitazioni causate dal cambiamento climatico. Eventi climatici estremi potranno essere sempre più frequenti e la qualità dell'acqua potrà, di conseguenza, peggiorare in molte regioni. Questi cambiamenti avranno un fortissimo impatto sull'agricoltura che dipende, moltissimo, dall'acqua e quindi avranno conseguenze sulla produzione e sulla produttività delle coltivazioni e degli allevamenti.

I water risk e il loro impatto

Ci potranno essere tre livelli di impatto: un crollo della produzione locale; un effetto indotto sui mercati agricolti e partner economici; un incremento della tensione sulla sicurezza del cibo e questioni socio-economiche fra un gran numero di Paesi. In assenza di un'azione politica, il rischio della mancanza dell'acqua può essere significativa, per esempio nel Nord Est della Cina, o nel Nord Ovest dell'India, o nel Sud Ovest degli Stati Uniti. Le attività collegate potrebbero generare un valore economico inferiore. Queste problematiche potrebbero, quindi, avere delle ripercussioni sui mercati locali e globali. Una simulazione degli impatti della riduzione della qualità dell'acqua in quelle tre regioni hanno mostrato una riduzione della produzione globale e un aumento dei prezzi nel mais, grano e cotone, ma anche in frutta e verdura. La simulazione ha suggerito che la produzione nazionale in queste tre regioni potrebbe crollare di almeno una dozzina di punti percentuali, senza contare i danni causati dal cambiamento climatico. Le problematiche legate all'acqua possono avere anche delle conseguenze socio-economiche e sulla sicurezza alimentare. I “water risk” spiegano in parte la moltiplicazione delle richieste di terra, che possono condurre a tensioni sociali alimentando conglitti che possono diventare regionali e guidare l'immigrazione sia interna che internazionale.

La risposta ai water risk

Gli agricoltori e le compagnie dell'agro-food, insieme ai governi, hanno un ruolo nella risposta ai “water risk”. Gli agricoltori possono rispondere ai rischi attesi nel medio termine, in special modo per le problematiche che contribuiscono ad acuire (pompaggio sotterraneo o polluzione). Le grandi compagnie potranno più facilmente indirizzare soluzioni ai problemi che hanno creato, attraverso l'acquisto di prodotti da aziende agricole che utilizzano pratiche legate all'agricoltura sostenibile, mentre i governi possono avere un ruolo nell'incoraggiare agricoltori e le grandi società all'azione, rinforzando la resilienza e riducendo i danni futuri nelle regioni a maggior rischio.

Le tre soluzioni

La priorità dei governi dovrebbe essere sul focalizzae l'attenzione e gli sforzi sulle regioni maggiormente a rischio, in particolare attraverso l'introduzione di un'agricoltura mirata e strumenti che migliorano la ricezione dei dati sull'acqua; implementare best practice agricolturali; incoraggiare l'innovazione tecnologica e migliorare le strutture di governance. Per limitare l'effetto dei water risk nei mercati locali e globali, i governi dovrebbero lavorare con i partner economici per rinforzare le connessioni tra i mercati domestici e internazionali e supportare l'integrazione e la competizione, oltre a ridurre le barriere all'ingresso nei mercati. In ultimo la collaborazione internazionale dovrebbe essere sviluppare per accrescere la resilienza su futuri “water risk”. Lo scambio di informazioni servirà ad aiutare le Nazioni che, al momento, non affrontano questi problemi a prepararsi contro gli effetti indiretti associati ai “water risk” nelle altre nazioni. 

 

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