gli agrumi

Gli agrumi combattono la demenza

È noto come frutta e verdura possano avere effetti positivi sulla salute, così come una dieta corretta e varia può ridurre, se non minimizzare, rischi addirittura congeniti di contrarre malattie, patologie degenerative e tumori. Le ultime ricerche testimoniano come agrumi e arance possano ridurre il rischio di demenza, come ha dimostrato uno studio condotto presso l'Università Tohuku in Giappone. L'acido citrico degli agrumi contiene la nobiletina, che potrebbe essere in grado di rallentare le disfunzioni cognitive.

Un arancia al giorno toglie la demenza di torno

Lo studio è importante per analizzare gli effetti che il consumo di agrumi potrebbe avere su un gran numero di persone maggiormente a rischio di incorrere nella demenza. I ricercatori hanno monitorato più di 13 mila uomini e donne di mezza età o anziani per diversi anni. Hanno trovato che un consumo quotidiano di arance, pompelmi, limoni o lime può ridurre del 23% il rischio di sviluppare una condizione di demenza rispetto a coloro che consumano gli agrumi meno di due volte alla settimana. I flavonoidi in essi contenuti avrebbero infatti il potere di prevenire la neuro-degenerazione. E la conseguente perdita di funzioni cognitive tipica di malattie come la demenza. 

Vitamina C e beta carotene aiuto contro la demenza

Vitamina C e beta-carotene potrebbero rivelarsi un aiuto contro la demenza dovuta alla malattia di Alzheimer: è il risultato di uno studio pubblicato sul Journal of Alzheimer Disease (JAD) da un gruppo di ricercatori dell'Università di Ulm (Germania) i quali hanno scoperto che, rispetto ai soggetti sani, la concentrazione di vitamina C e beta-carotene è significativamente più bassa nei pazienti con demenza, anche lieve.
Allo studio hanno partecipato 74 pazienti con Alzheimer e 158 persone in salute: gli scienziati tedeschi hanno tenuto sott'occhio i livelli nel sangue di vitamina C, vitamina E, beta-carotene, licopene e coenzima Q10, tutte sostanza antiossidanti. E i risultati, spiegano i ricercatori, sono stati molto interessanti: dopo aver eliminato alcuni fattori di confondimento come il grado di istruzione, lo stato civile, l'indice di massa corporea, il consumo di alcol e di tabacco, dai dati è emerso che mentre la concentrazione di vitamina C (che si trova con facilità negli agrumi) e beta-carotene (che si può trovare in carote, spinaci e albicocche) nel sangue dei pazienti affetti da Alzheimer era significativamente inferiore rispetto ai soggetti di controllo, la stessa differenza non è stata rilevata per le altre sostanze antiossidanti esaminate (vitamina E, licopene, coenzima Q10).

 

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