interviste

Giovani agricoltori (Agia-Cia): un futuro senza burocrazia

Nel nostro viaggio nel mondo dei giovani imprenditori agricoli abbiamo chiesto a Stefano Francia  nuovo Presidente nazionale Agia, Associazione Giovani Imprenditori Agricoli promossa dalla CIA Agricoltori Italiani, un parere sulle tematiche attuali che impegnano i giovani del settore.

Come si è avvicinato al mondo dell’agricoltura e quali sono state le difficoltà e le soddisfazioni?

Per me l’ingresso in agricoltura, circa dieci anni fa, è stata una questione di famiglia, come accade a molti giovani nelle famiglie di agricoltori ed è stato accompagnato dall’avvio di una serie di innovazioni di processo, di prodotto e organizzative. La mia impresa produce ortofrutta, colture sementiere e le produzioni sono inserite nel sistema della filiera cooperativa. Nel 2012, ho cominciato a partecipare alla vita associativa di AGIA, dalla quale ho appena ricevuto, il 18 maggio scorso, l’onore di presiederla. Nella mia esperienza, la principale difficoltà è stata quella di superare i continui ostacoli posti dalla burocrazia. La soddisfazione l’ho raggiunta comunque quando ho visto realizzarsi quanto avevo immaginato all’inizio del mio percorso, poi ho progettato e infine ho messo in opera per l’impresa familiare. La mia famiglia ha avuto un ruolo centrale nell’insieme dei cambiamenti attuati.

Queste sono le difficoltà che incontrano oggi anche i giovani agricoltori che si avvicinano a questo mondo?

Le “stratificazioni” di norme europee, nazionali, regionali, territoriali (ex Province, Comunità Montane, Comuni, Unioni di Comuni, Enti Parchi e altri) e la “nuvola” di enti preposti ai controlli, rendono molto complessa la gestione della componente “burocratica/amministrativa” dell’impresa agricola e per le nostre imprese agricole giovani. Abbiamo la certezza di dover impegnare molto tempo per questo problema, a volte addirittura mettendo in secondo piano il Focus del Business Agricolo.

Conferma i dati che vedono l’aumento dei giovani imprenditori agricoli nel 2017?

Se si considerano le imprese giovanili attive presso la Camera di Commercio, quelle appartenenti al settore agricolo hanno fatto registrare nel 2017, una crescita annua prossima al 6%. Dato che è possibile riscontrare anche allargando l’intervallo temporale di osservazione al periodo 2015-2017, dove la crescita delle imprese giovanili agricole è arrivata al 12%. Dal nostro osservatorio possiamo confermare inoltre che la presenza dei giovani in AGIA è in forte e continua crescita da circa tre anni.

Ismea (Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare) recentemente ha dato il via libera al bando 2018 per il Primo insediamento in agricoltura, con dotazione finanziaria 70 milioni di euro, cosa ne pensa?

Un tempo esisteva la Cassa per la Formazione della Proprietà Contadina, oggi non più, per questioni legate alla compatibilità con gli aiuti di Stato. Il Bando Primo Insediamento Giovani dell’ISMEA è, in Italia, l’unico strumento pubblico che consente l’acquisto terreni ed è riservato ai giovani imprenditori agricoli under 40. Siamo al suo terzo anno consecutivo di applicazione e va sottolineato il positivo sforzo dell’Istituto per dare continuità e regolarità di applicazione.

Secondo il rapporto della Corte dei Conti 2017 però, circa il 60% dei giovani agricoltori europei ha difficoltà ad acquistare o affittare i terreni. Quali sono le problematiche?

L’accesso alla terra resta per molti giovani, specie per coloro che non hanno un’origine agricola, il primo degli ostacoli per avviare la propria attività. Perciò molti di loro iniziano soprattutto con l’affitto o con il comodato d’uso dei terreni piuttosto che con l’acquisto, che avviene di frequente in una fase successiva. Il mercato fondiario è un mercato “viscoso” e poco “trasparente” e nonostante le pressioni fiscali che si esercitano sui proprietari non agricoltori, è caratterizzato da una bassa propensione all’affitto da parte dei proprietari. Un primo tentativo di supportare l’accesso alla terra dei giovani è la neonata Banca delle Terre Agricole, gestita da ISMEA, della quale come AGIA proponiamo l’ampliamento anche ai terreni dei privati e anche all’eventuale affitto.

In questo scenario innovazione e nuove tecnologie quanto possono aiutare in campo agricolo?

Per avere successo tutte le imprese, comprese quelle agricole, hanno un crescente bisogno di accedere alla conoscenza anche delle innovazioni e delle nuove tecnologie, che possono fare la differenza nei loro risultati. Come AGIA siamo impegnati a favorire un ampio “ecosistema” della conoscenza e dell’innovazione, che coinvolga i giovani imprenditori agricoli, il mondo della ricerca pubblica e privata, le imprese produttrici d’innovazioni e tanti altri protagonisti che, a vario titolo, contribuiscono all’evoluzione dell’agricoltura.

Quali sono le richieste in campo agricolo che vorreste fare al nuovo Governo?

AGIA chiederà a questo nuovo Governo, d’intervenire affinché la burocrazia si trasformi in “amica” dei giovani imprenditori agricoli e affinché il complesso sistema amministrativo del nostro Paese, unito da comuni obiettivi di sviluppo, renda possibile la realizzazione delle tante idee che i giovani credono di poter realizzare per il loro futuro in agricoltura e nelle aree rurali.

Perché un giovane oggi dovrebbe indirizzarsi verso l'agricoltura?

L’agricoltura è un settore economico straordinario, portatore di valori economici, sociali e ambientali dei quali sentirsi onorati ed orgogliosi. Le rispondo con una domanda: perché i giovani non dovrebbero entrare nel mondo agricolo, visto che i loro colleghi giovani che l’hanno fatto, realizzano risultati economici decisamente superiori alla media delle imprese agricole italiane?

Vota il contenuto:

Voti totali: 11

 

Coltura & Cultura