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Gian Marco Centinaio: le prime buone intenzioni del nuovo Ministro

Il mondo dell’agricoltura in questo momento è in attesa di risposte alle molte domande che preoccupano ormai da un po’ gli addetti ai lavori. Con la formazione del nuovo Governo, gli occhi ora sono tutti puntati su Gian Marco Centinaio, capogruppo della Lega Nord al Senato e nuovo ministro dell’Agricoltura e del Turismo, da cui tutti si aspettano risposte per le nuove politiche agricole e per chi lavora e vive in questo ambito.

Dazi e Made in Italy

Il nuovo responsabile del Mipaaf è sceso in campo chiarendo subito la sua posizione su alcuni temi caldi italiani ed europei. Tra questi, l’importazione di olio tunisino senza dazi, sulla questione il Ministro ha ribadito settimana scorsa a Bruxelles il no dell’Italia all'estensione delle importazioni di olio dalla Tunisia a dazio zero e l’attivazione di organi di controllo per intensificare le ispezioni sull'olio in arrivo dall'estero. Uno dei primi obiettivi di Centinaio infatti è la difesa del vero Made in Italy, come spiega in un’intervista al quotidiano La Stampa: “ Dobbiamo difendere la qualità dei nostri prodotti Made in Italy e dobbiamo far di tutto per contrastare l’italian sounding . Non ratificheremo il Ceta, trattato di libero scambio tra l’Unione Europea e il Canada perché tutela solo una parte dei nostri prodotti Dop e Igp” – afferma il Ministro – “dobbiamo difendere i nostri agricoltori e non penso che le tensioni internazionali di questi giorni debbano scaricarsi sulle nostre imprese agricole”.

Questione europea

Gian Marco Centinaio nei giorni scorsi, debuttando ai lavori del Consiglio europeo dei Ministri dell'Agricoltura e della Pesca, ha ribadito la contrarierà dell’Italia ai tagli al bilancio della politica agricola “Le risorse previste sono insufficienti a tutelare il reddito delle nostre imprese dalla volatilità dei mercati e dai cambiamenti climatici. I tagli alla Pac ( Politica Agricola Comune), si parla di tre miliardi di euro - aggiunge Centinaio - incidono in modo consistente sul sistema agroalimentare e il rischio è che non venga riconosciuto il grande valore del territorio rurale europeo". Il titolare del dicastero agricolo inoltre ha chiesto con forza all’Europa di non tirarsi indietro e di concedere più semplificazione, flessibilità, tutela del reddito e accesso al credito.  Sempre sul tavolo del Consiglio Ue Centinaio ha ribadito il ruolo delle regioni e la tutela di alcune produzioni, come ad esempio il riso italiano, minacciate dalle importazioni extra europee.

L’apertura Ogm

Il nuovo Ministro dell’Agricoltura in queste prime uscite si è espresso anche su uno dei temi più discussi in campo agricolo: gli Ogm. La sua inaspettata apertura agli organismi geneticamente modificati è fondata su una domanda: non posso seminarli ma li posso importare? "Non sono per prendere decisioni di pancia, ma scelte supportate dalla scienza" -afferma il titolare del Mipaaf dalle pagine de La Stampa– “Io posso impedire le coltivazioni in Italia ma se poi importo dall’estero prodotti Ogm è un problema serio.  Credo si debba aprire una riflessione sulla ricerca utilizzando i canali scientifici del ministero ma anche di università e centri di ricerche”. Ad oggi restano tanti i decreti attuativi mai emanati e le promesse mai mantenute per la risoluzione di queste tematiche, che riguardano l’innovazione in agricoltura, che ormai non è più possibile considerare una tematica di serie b.

Mipaaf: prospettive future

"Voglio fare un piano per vendere l'immagine dell'Italia in tutto il mondo" questa una delle prime dichiarazioni alla stampa del ministro Centinaio. In molti si augurano che queste parole siano un preludio alla realizzazione di una politica agricola e di sviluppo rurale nazionale più forte, che dia più discrezionalità alle regioni, imponendo però una maggiore uniformità fra esse nelle decisioni per quelli che sono i temi comuni in agricoltura. Intenzioni che il Ministro Centinaio ha confermato anche durante il suo passaggio al Villaggio Coldiretti a Torino “Noi siamo quello che mangiamo, bisogna tutelare i nostri produttori e le aziende italiane che vogliono lavorare seguendo questa linea”.

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