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Fragola…origine e simbolismo

 Un frutto prelibato e ricercato oggi, che però ha faticato in origine a comparire sulle nostre tavole. La fragola infatti, fino alla fine del ‘500, non aveva ancora trovato una collocazione sicura né una valorizzazione agronomica in Europa.

Fragola: origine lontana

Le fragole che noi coltiviamo e mangiamo attualmente, arrivano dalla costituzione di un ibrido, un incrocio casuale tra due specie ottoploidi americane di Fragaria.  Fino a poco più di due secoli fa infatti, le fragole che si conoscevano, erano quelle di specie selvatica spontanee, fragoline di bosco che crescevano in molte aree del mondo. Queste non erano considerate un vero e proprio frutto, ma erano impiegate come ornamenti, per le bordure delle aiuole per valorizzare la fioritura. Pare che questo alimento però fosse apprezzato addirittura già dall’uomo preistorico, come dimostrano ritrovamenti in alcune zone montagnose dell’Europa centro-occidentale. La fragola secondo la mitologia, era particolarmente amata dai Romani soprattutto durante le feste dedicate ad Adone e si narra che alla sua morte Venere, dea dell’amore, pianse molte lacrime che giunte sulla terra, si trasformarono in piccoli frutti rossi a forma di cuore.

Le prime colture di fragole

Nel 1300 circa la fragola selvatica venne trapiantata per la prima volta anche nei giardini, diventando un oggetto di coltivazione negli orti, soprattutto per le sue proprietà medicinali. Nel Rinascimento in Francia fu usata come pianta ornamentale, essendo considerata decorativa per i suoi fiori e non utile per i suoi frutti. Nel 1500 la pianta delle fragole divenne comune in molti giardini come ornamento, ma anche come cibo da tavola, avviando una regolare coltivazione, sempre tramite trapianto delle piante selvatiche.

L’arrivo in Europa

La fragola, in origine considerata solo come ornamento, solo nel 1600 ebbe un’evoluzione verso il mondo orticolo. Venne introdotta in Europa dal Nord America F. virginiana, la specie che costituirà il genitore dell’odierna fragola a frutti più grandi.  A sviluppare però la sua moderna evoluzione nel territorio europeo fu una fragola proveniente dal Cile, che si distingueva dalla specie conosciute nel Vecchio Continente per le sue dimensioni. Ad importarla tra il 1712 e il 1714 dall’America Meridionale fu un militare francese Amédé Francois Frézier, che raccolse e portò in patria alcune di queste piante, descrivendo i loro frutti grandi come una noce o un uovo di gallina e il loro sapore meno gustoso delle fragoline di bosco. L’ufficiale francese le presentò a Luigi XIV, il Re Sole, che incoraggiando le scienze e la ricerca, fece coltivare la coltura nei giardini di Versailles.

La coltura della fragola oggi

Secondo studi la prima varietà di fragole a frutto grosso, sarebbe apparsa nell’Ottocento in Inghilterra, attraverso una serie di ibridazioni, che porteranno le piccole fragole europee ad ingrandirsi e a diventare simili a quelle che troviamo oggi sulle nostre tavole. Andrew Knight è il primo ad intraprendere un lavoro di miglioramento genetico, ottenendo nel 1816 due tra le prime varietà fondamentali di questa coltura, Downton e Elton. In molti paesi  questa coltura, per come è diventata oggi, rappresenta un’importante fonte di reddito, con un ruolo significativo nel mondo dell’occupazione e nella società.

Curiosità

La fragola è da sempre considerata il frutto della passione per vari motivi, per il suo colore rosso, ma anche il suo aspetto, questo alimento per la sua forma è infatti chiamato anche “frutto a cuore”. Legato proprio questo abbiamo un esempio che arriva dal mondo francese del Re Sole. Si narra che Luigi XVI avesse un grande appetito e una vera passione per le fragole e che nella sua corte reale questi “frutti di Venere” fossero al centro di alcuni giochi amorosi. Ad esempio una dama dimostrava il proprio interesse verso un cavaliere e lo invitava ad un incontro notturno, mangiando lascivamente fragoline con zucchero e panna. La tradizione popolare però attribuiva alla fragola anche proprietà magiche. Secondo alcune credenze infatti per evitare il morso dei serpenti, basterebbe raccogliere le sue foglie il 24 giugno giorno di San Giovanni Battista, che amava particolarmente questo frutto, farle essiccare al sole e con queste confezionarci una cintura. Nessun serpente, vero o figurato, oserà avvicinarsi a chi la indossa.

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