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In difesa del riso italiano: il Governo scrive all'UE

L’Italia è il primo produttore europeo di riso, ma un pacco di riso su quattro venduto in Italia contiene prodotto straniero all’insaputa dei consumatori. In Italia il riso è prodotto in un territorio di 237mila ettari coltivato da 4263 aziende, per una produzione di 1,58 miliardi di chili, con un ruolo ambientale insostituibile e opportunità occupazionali.

LA PRODUZIONE DI RISO IN ITALIA - La produzione nazionale, secondo Coldiretti, sarebbe più che sufficiente per coprire i consumi interni ma la possibilità di spacciare il riso straniero per italiano, a causa della mancanza di un adeguato sistema di etichettatura, contribuisca allo svilimento del prodotto Made in Italy. Secondo la consultazione on line promossa dal Ministero delle Politiche Agricole, ben l’81,5% degli italiani vuole conoscere in etichetta l’origine del riso che acquista ed occorre quindi accelerare la procedura avviata con la formale notifica del decreto dai Ministri delle Politiche agricole Maurizio Martina e dello Sviluppo Economico Carlo Calenda per l’introduzione in Italia dell’obbligo di indicazione della materia prima per il riso.

LE RICHIESTE DEL GOVERNO SUL RISO - Il Governo italiano ha chiesto un intervento urgente alla Commissione europea per contrastare la crisi del settore risicolo europeo, le cui quotazioni sono in caduta libera ormai da diverso tempo.I ministri delle politiche agricole Maurizio Martina, dello Sviluppo economico Carlo Calenda e il sottosegretario alle Politiche europee Sandro Gozi hanno inviato oggi a Bruxelles una nota congiunta ai Commissari Cecilia Malmström (Commercio), Phil Hogan (Agricoltura) e Vytenis Andriukaitis (Salute). 

LE CAUSE DELLA CRISI - "Le cause principali di questa crisi senza precedenti - scrive il Governo italiano - sono da attribuire soprattutto al regime particolarmente favorevole praticato nei confronti dei Paesi Meno Avanzati (accordo EBA), che prevede la possibilità di esportare verso l'Unione Europea quantitativi illimitati di riso a dazio zero. L'aumento esponenziale delle importazioni nell'UE dai Paesi Meno Avanzati (PMA), che ha raggiunto il livello di 370.000 tonnellate di riso lavorato, ha determinato uno squilibrio di mercato, causando forti riduzioni dei prezzi".

IL DECRETO PER IL MERCATO INTERNO – Lo scorso giugno è stato approvato oggi in prima lettura dal Consiglio dei Ministri il decreto legislativo recante disposizioni concernenti il mercato interno del riso, che prevede: la riorganizzazione e semplificazione della normativa relativa alla commercializzazione del riso, che risaliva al 1958 e il suo adeguamento anche alla normativa europea; la salvaguardia delle varietà di riso italiane; Il miglioramento genetico di nuove qualità e la valorizzazione della produzione risicola attraverso l'istituzione di un registro nazionale delle denominazioni dei risi tenuto dall'Ente risi; la valorizzazione attraverso la denominazione "classico" in etichetta delle varietà di prodotto da risotto oggi più note e maggiormente utilizzate, che sono un patrimonio della filiera risicola italiana, come previsto dai principi e criteri direttivi per l'esercizio della delega; la tutela del consumatore con più trasparenza delle denominazioni sulle etichette; il rafforzamento dei controlli con il relativo nuovo apparato sanzionatorio.

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