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Come proteggere i campi dalla neve

La neve, croce di molti agricoltori e delizia di tanti amatori. Dedicata a questa particolare precipitazione atmosferica esiste la Giornata Mondiale della neve, che si celebra oggi e che nasce con l’obiettivo di far vivere al meglio alle famiglie e ai loro bambini, in sicurezza e serenità, il contatto proprio con la neve. Domenica 21 gennaio sono previste anche molte attività che si terranno in tutto il mondo, per portare persone di tutte le età a godersi davvero la neve. Gli obiettivi sono chiari, invertire il trend di partecipazione dei giovani negli sport sulla neve e insegnare i suoi benefici soprattutto ai bambini, puntando l’attenzione sulla sicurezza e sulla cura dell’ambiente. Spesso però la neve è vista con molto timore dagli agricoltori, che vedono mettere in pericolo le loro colture dal gelo. Esistono però dei metodi per proteggere le piante e i campi dalla neve.

Tecniche e modalità per difendere il proprio campo

 

Fin dall’antichità il freddo intenso, parliamo di temperature che si abbassano al di sotto dello 0° termico, si è dimostrato nemico delle piantagioni e delle colture. Proteggere i campi dal gelo è necessario in particolare, nei periodo di freddo prolungato. Quando le gelate si ripetono per un lungo periodo di tempo, infatti, le piante rischiano di subire seri danni.  I mesi più a rischio sono i primi dell’anno, gennaio e febbraio, dove gli agricoltori corrono a i ripari con determinate tecniche di protezione, che variano a seconda della posizione geografica e della zona climatica. Sicuramente un accorgimento generale è quello di limitare le irrigazioni, effettuandole nelle ore centrali della giornata, in modo da dare il tempo al terreno di asciugarsi.

 

Una prima tecniche è quella della pacciamatura naturale, una pratica agronomica che serve a proteggere ortaggi come cavolfiori, spinaci, lattuga, aglio e piselli. In questo modo è possibile proteggere le colture, in particolare dall’escursione termica notturna, prevenire la crescita di erbe infestanti e isolare le radici dalle basse temperature, evitando poi che con l’aumento delle temperature, l’acqua evapori troppo dal terreno. In alcuni casi i materiali utilizzati per la pacciamatura naturale sono paglia, foglie secche, corteccia o cippato, in altri si possono utilizzare anche teli di vario materiale, come il polietiliene o biodegradabile. Questo tipo di tecnica di protezione del campo è adatta a climi non particolarmente rigidi.

 

Per le zone geografiche più fredde invece è opportuno un’ulteriore difesa che va a completare il lavoro della pacciamatura naturale, il tunnel freddo, una serra che protegge le colture dal gelo e dalle abbondanti precipitazioni invernali. Importante è la collocazione all’interno del campo del tunnel freddo, che verrà aperto lateralmente di giorno per evitare la condensa e chiuso di notte per evitare il gelo. La struttura dovrà essere sistemata in una porzione di terreno esposta a nord-sud non all’ombra, per assicurare alle piante tutto il sole di cui hanno bisogno. Questo tipo di protezione favorisce ovviamente il raccolto di alcuni tipi di colture in stagioni diverse, agevolando le primizie in primavera e i raccolti tardivi autunnali.

 

Per gli alberi da frutto particolare attenzione va data alle colture tipicamente mediterranee, come il limone, il mandorlo, il fico o il pesco. Per questi la protezione più diffusa è quella con il tessuto non tessuto antighiaccio, detto TNT, chiamato così perché le fibre di polipropilene o poliestere che lo compongono, sono unite tra loro in modo del tutto casuale. In questo modo il tessuto non si falcia quando viene tagliato, non marcisce a contatto con il terreno e garantisce il giusto apporto di luce agli ortaggi, pur proteggendoli dal freddo e dal gelo. Questo tipo di protezione può essere utilizzato per tutto l’anno nelle zone del Centro-Sud dell’Italia, mentre ha un impiego limitato per il Nord, perché non riuscirebbe a proteggere gli ortaggi dal clima invernale più rigido.

 

Molto diffuso è anche l’uso delle prode rialzate, aiuole o parcelle la cui terra è più alta del livello del suolo. Tutti gli ortaggi possono beneficiare di questo tipo di protezione, in particolare quelli più piccoli come lattughe e spinaci o quelli a radice come cipolle e carote. I vantaggi delle prode rialzate sono molti: il terreno non viene mai calpestato, viene riscaldato più rapidamente  e il drenaggio risulta migliore,  è possibile inoltre aggiungere della buona terra in un terreno anche non troppo fertile e trattenere più facilmente pacciamatura e concimazioni. Attenzione però al clima caldo con terreno sabbioso, qui la proda tenderà ad asciugarsi e a riscaldarsi troppo in fretta.

 

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