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Apre a Ferrara FuturPera, il Salone internazionale della Pera

FuturPera, il Salone Internazionale della Pera che aprirà le porte giovedì 16 novembre a Ferrara Fiere. Una tre giorni (fino al 18 novembre) dedicata completamente alla valorizzazione della pericoltura italiana e internazionale, un momento di confronto per un comparto che sta ricominciando a crescere e a innovarsi, anche grazie alla “notorietà” che sta conquistando sui media e dunque agli occhi dei consumatori. La fiera sarà una tappa fondamentale del miglioramento produttivo e commerciale della filiera, presente compatta nella parte espositiva e durante i due importanti convegni del World Pear Forum, organizzati in collaborazione con CSO Italy.

La fiera FuturPera

L’inaugurazione ufficiale di FuturPera è prevista giovedì 16 alle 13.00. I visitatori – erano 8.000 nel 2015 – troveranno ad attenderli una proposta espositiva specializzata, con oltre 120 aziende dei settori strategici della pericoltura: vivaismo e innovazione varietale, fertilizzanti, biostimolanti, agrofarmaci, sementi e, naturalmente, un’ampia scelta di mezzi tecnici per gestione del frutteto, raccolta, lavorazione post-raccolta, packaging e logistica. Presenti anche le principali aggregazioni di produttori – Opera e Origine Group – e importanti realtà commerciali.

Le novità di FuturPera

Valorizzazione del prodotto, apertura di nuovi mercati con particolare attenzione a quelli extra-europei e un lavoro comune tra gli attori della filiera che, secondo Gianni Amidei, presidente Oi Pera, è fondamentale per il settore. “l’Oi – ha spiegato Amidei – è nata nel 2012 a sostegno della produzione, in un momento in cui il consumo di pere stava diminuendo, a fronte di paesi come la Spagna dove stava crescendo. Nel 2014 siamo stati riconosciuto come Organizzazione interprofessionale dall’Unione Europea e da quel momento i 28 soci lavorano per valorizzare un patrimonio produttivo di quasi 5.000 quintali. Ci occupiamo di stabilire regole per la raccolta, affrontare le problematiche produttive e monitorare i quantitativi. Abbiamo fatto iniziative importanti a Eataly negli Stati Uniti per presentare la pera, nel momento in cui ci è stato permesso di esportare negli Stati Uniti poi in Germania. Stiamo lavorando costantemente per migliorare la conservazione del prodotto, uno dei maggiori problemi del comparto, perché la pera deve arrivare sul mercato al giusto grado di maturazione, così da essere apprezzata dal consumatore. Futurpera è davvero importante come punto di incontro della filiera, per migliorarci dal punto di vista produttivo e commerciale, grazie al confronto con competitors a livello europeo”.

La filiera della pericoltura

Anche Stefano Calderoni, presidente della società Futurpera – formata da Ferrara Fiere e Oi Pera - ha parlato del grande valore dell’aggregazione per la filiera pericola. “Senza il contributo determinante di Oi Pera – ha detto Calderoni - questa manifestazione non avrebbe luogo. L’Emilia – Romagna è in più importante distretto produttivo a livello mondiale, con un’eccellenza come l’Abate che va tutelata. Siamo la “Capitale mondiale della pera”, anche grazie a eventi come Futurpera che ha colto l’attenzione di molti partner stranieri. Ferrara Fiera ci ha dato uno spazio d’eccellenza che ospiterà circa 120 espositori, il 15% dei quali stranieri, perseguendo un obiettivo che abbiamo condiviso con la Regione che ci ha sostenuto per l’internazionalizzazione. Vogliamo far dialogare tutte le esperienze internazionali a livello di produzione e commercializzazione, una delle finalità che l’evento si è posto sin dalla prima edizione”.

 

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