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Albero di pesco: origini immortali

“Fiori rosa, fiori di pesco…” chi non ha mai intonato le prime strofe di una delle canzoni più amate di Lucio Battisti? Parlando di coltura l’albero di pesco è una specie della famiglia Rosaceae che produce un frutto molto amato e richiesto nel mercato agricolo, la pesca. Ma cosa sappiamo effettivamente sull’origine e i simbolismi di questa coltura?

Originario della Cina l’albero di pesco ha trovato nell’ambiente mediterraneo, fin dai tempi antichi, condizioni ideali per adattarsi al meglio e per diffondersi dall’Italia e in particolare da Roma, in tutta l’Europa e l’America.  La coltivazione del pesco nel nostro paese resta, nonostante una concorrenza internazionale importante, la più importante tra i paesi occidentali che producono questo frutto ed è seconda solo alla Cina, paese d’origine di questa coltura.

Albero di pesco: dalla Cina all’Impero Romano

Le notizie sulle origini dell’albero di pesco però non sono apparse da subito chiare, all’inizio infatti si pensava che questa pianta arrivasse dalla Persia. Studi più approfonditi hanno confermato invece che la Cina è il centro d’origine di questa coltura, dimostrati anche grazie al ritrovamento di scritti cinesi che documentano come il pesco sia stato addomesticato nel Paese asiatico già nel 3300-2500 a.C. Ancora più confuse le notizie sulla diffusione di questo frutto in Europa. Alcuni studiosi affermano che sia giunto nel Vecchio Continente attraverso la Persia, dopo le spedizioni di Alessandro Magno  nel 356-523 a.C., altri sostengono invece che l’albero di pesco sia arrivato durante l’espansione dell’Impero Romano per mezzo degli scambi mercantili con la Grecia, oppure durante l’occupazione romana in Siria. La cosa certa è che questa coltura suscitò molto interesse nel mondo romano, che spinse numerosi consoli e senatori ad avere questo albero nel loro orto personale.

Albero di pesco: dall’Europa all’America

Con la caduta dell’Impero Romano, che tanto aveva amato e utilizzato questa coltura, la coltivazione dell’albero di pesco scompare quasi completamente dalle campagne europee. A conservare alcune di queste varietà, come spesso accadeva in quel periodo, furono monaci o importanti casate che custodirono  la preziosa coltura anche grazie a Carlo Magno, che si fece promotore della coltivazione dell’albero di pesco nei giardini dei monasteri del suo vasto impero. Dobbiamo aspettare fino al Rinascimento però per rivedere un periodo glorioso per questo tipo di coltivazione, che ricominciò a espandersi in particolare in Toscana sotto la dinastia de’ Medici.  Il pesco arrivò nel Nuovo Mondo invece solo dopo la scoperta dell’America da parte di Cristoforo Colombo nel 1492, grazie a colonizzatori spagnoli. Qui la coltura trovò condizioni molto favorevoli per diffondersi, soprattutto tra gli Aztechi in Messico e arrivando nel 1885, ad essere l’albero da frutto più importante della California.

Albero di pesco: mitologia e l’immortalità

Questa coltura è molto legata al folclore popolare, soprattutto nel suo paese d’origine dove è molto celebrata. Il pesco rappresenta l’albero della vita, dell’immortalità e della primavera, mentre il suo frutto è fatato, simbolo di ricchezza e lunga vita. Sui poteri di immortalità delle pesche possiamo riportare un aneddoto registrato nel 1977, quando venne ritrovato il corpo della moglie del marchese di Tai risalente al II secolo a.C., perfettamente intatto e con di fianco una ciotola di pesche. Una leggenda cinese infatti, narra che questo frutto mangiato subito prima dii lasciare il mondo terreno, aiuterebbe  il corpo a preservarsi anche dopo la morte.  Paese che vai usanza che trovi e questo detto non cambia neanche per quanto riguarda questa coltura.  Se in Cina è celebrato come simbolo di immortalità, in Egitto la foglia dell’albero di pesco è simbolo di silenzio, in Giappone invece è venerato come protettore contro le forze malefiche e la sua fioritura è simbolo di rinascita. Nel mondo cristiano invece la pesca è il frutto della salvezza ed è rappresentato spesso nei dipinti dove vengono raffigurati  la Madonna con Bambino con le foglie di pesco vicino al piccolo, una combinazione perfetta tra virtù della parola e del cuore.

Curiosità

Da dove nasce il nome pesca? Una leggenda italiana racconta di un vecchio pescatore che prese un grande pesce e mentre lo puliva, nel suo ventre, trovò uno strano nocciolo. Lo sotterrò, lo annaffiò  e se ne prese cura, da questa coltivazione improvvisata spuntò un alberello e il suo primo frutto fu chiamato pesca, in omaggio alla provenienza marina.

Ultima curiosità legata questa volta alla bellezza: sapevate che le pesche sono ottime per levigare la pelle? Il professore tedesco Hademar Bankhofer, consiglia tre pesche al giorno per avere una pelle più giovane, il frutto infatti è ricco di carotenoidi e xantofille che proteggono le nostre cellule e donano una pelle più morbida. 

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