agricoltura smart

Agricoltura Smart: agricoltura digitale

Agricoltura digitale

 

“Talvolta, quando ci si imbatte in un prodotto innovativo, si è diffidenti e si pensa che non avrà successo. Poi, pian piano, si scopre con sorpresa che invece il prodotto funziona. E alla fine, quando viene diffuso in tutto il mondo, ci si domanda con stupore perché non sia stato inventato secoli prima”

Frances Hodgson Burnett, dal suo romanzo “Il Giardino Segreto”

 

L’agricoltura del futuro dovrà essere sempre più smart, efficiente e sostenibile. È ciò che chiede il Green Deal europeo, ovvero il piano della Commissione Europea per il raggiungimento della neutralità climatica in Europa entro il 2050. Per riuscirci, bisognerà mettere in atto diverse soluzioni e tra tutte, secondo diversi scienziati, una delle più promettenti è sicuramente la digitalizzazione dell’agricoltura.

Grazie all’aiuto delle tecnologie digitali, infatti, è possibile produrre alimenti sani e sicuri nel rispetto dell’ambiente, massimizzando l’efficienza e riducendo le emissioni di gas serra. Tutto ciò viene realizzato tramite la raccolta, l’immagazzinamento, l’analisi e la condivisione di una grande quantità di dati, che permettono di quantificare in maniera attendibile i flussi dei processi produttivi che avvengono nelle aziende agricole, e quindi di ottimizzare l’impiego delle risorse naturali e antropiche. Inoltre, le nuove tecnologie consentono di registrare le attività amministrative e contabili, tracciando gli alimenti nel loro viaggio dal produttore fino al consumatore finale. Così si facilita il lavoro degli imprenditori agricoli e si assicurano ulteriori garanzie agli acquirenti. Questo approccio è noto come agricoltura digitale, ed è chiamato anche “agricoltura di precisione”, “agricoltura smart” o “agricoltura 4.0”.

Tra i tantissimi strumenti impiegabili nell’agricoltura digitale, spiccano i sistemi per il monitoraggio delle colture e delle attrezzature agricole, i sistemi di guida GPS, quelli per l’analisi dei big data e i software gestionali. Poi ci sono i droni, le macchine automatizzate e i robot per la raccolta e l’impollinazione in serra. Senza dimenticare tutta la sensoristica per il controllo dei parametri ambientali e colturali, l’intelligenza artificiale, il machine learning e l’IoT. Per ultima, ma non meno importante, ricordiamo la tecnologia blockchain: un sistema estremamente preciso e affidabile, che garantisce sicurezza e trasparenza permettendo al consumatore di conoscere il percorso dei prodotti agroalimentari lungo tutta la filiera.

L’agricoltura digitale profuma di futuro, ma è già realtà. Focalizzandosi sul territorio italiano ed europeo, tra le tecnologie digitali maggiormente utilizzate dagli agricoltori ci sono gli strumenti di supporto decisionale, le tecnologie a rateo variabile (VRT) e i sistemi per la mappatura dei terreni. Varie pubblicazioni scientifiche hanno dimostrato che l’utilizzo di strumenti di supporto decisionale permette agli imprenditori agricoli di migliorare sensibilmente l’efficienza d’uso dei fattori produttivi, riducendo gli input e incrementando le rese colturali. Parallelamente, le tecnologie a rateo variabile integrate alla mappatura geospaziale dei terreni aiutano ad applicare quantità precise di acqua, fertilizzanti o fitofarmaci in base alle specifiche esigenze della propria coltura. In questo modo si evitano gli sprechi e si rende la produzione agricola sempre più sostenibile. Si capisce quindi come l’agricoltura digitale apporti notevoli benefici economici e ambientali, che si ripercuotono positivamente sia sulla singola azienda agricola che sull’intero agroecosistema, e quindi sulla società.

Troviamo un ulteriore esempio di applicazione dell’agricoltura digitale in Lombardia, nell’Oltrepò Pavese. Qui, l’innovation hub Riccagioia Agri 5.50 promuove la conoscenza del digital farming e aiuta gli agricoltori nella transizione verso modelli produttivi più efficienti e sostenibili. Una dimostrazione concreta di come le tecnologie possano essere applicate nelle aziende agricole a livello locale, coniugando il sapere della tradizione con l’innovazione digitale.

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