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“Patate marziane”, nuovo tassello per la conquista dello spazio

 

Nella giornata mondiale del volo umano nello spazio, sogniamo di piantare patate nella prossima missione su Marte.

Marte il pianeta rosso, sogno per migliaia di scienziati, ha goduto da sempre del fascino dell’ignoto e del proibito. Innumerevoli sono stati gli studi riguardanti nuove tecnologie per esplorare il pianeta, come la navicella iperprotetta in grado di fare dietro front ritornando a terra, la velocità subsonica per accorciare le distanze. Tutte ricerche che nel tempo hanno dato molti insuccessi ma anche tante speranze per una prossima missione su Marte.

Ovviamente nell’universo gli ostacoli per l’uomo sono giganteschi. Uno di questi che si sta studiando e si sta cercando di superare è l’alimentazione in condizioni meteo molto complicate. Tra le colture che possiamo ipotizzare di sviluppare su Marte, ci potrebbe essere quella della patata.

 

Per la prossima missione su Marte, una “super patata”

Nel 2015, il film di Hollywood The Martian con Matt Demon come protagonista ha risvegliato, non solo nel pubblico, ma soprattutto tra gli scienziati, sogni di conquista mai sopiti.

E così un gruppo di scienziati in Perù, insieme alla Nasa, hanno ricreato le condizioni meteo marziane con un simulatore così da immaginare di ”costruire” un cibo, in questo caso specifico, una patata, in grado di crescere. Insomma, una super “patata marziana”. Non è casuale il Perù come centro di ricerca per questi studi. Infatti la nascita delle patate per uso domestico è proprio di questi posti. Ben 7000 anni fa oltre 4000 varietà di questo alimento dilatate, crescevano in condizioni estreme nelle aree del Perù, Bolivia ed Ecuador.

 

Il grande laboratorio peruviano per la super patata

Poche volte la patata, cibo povero ma primario, è stata eretta a salvatrice della razza umana. Un po’ come il limone contro lo scorbuto nei lunghi viaggi verso le Americhe del veneziano Marco Polo e dei tanti suoi colleghi alla scoperta del nuovo mondo. 

Certo rimane famoso nel mondo ad Amsterdam il bellissimo quadro agreste de I mangiatori di patate del genio pittorico di Van Gogh ma ora, il semplice tubero, coltivato da alcuni scienziati in Perù, potrebbe presentare caratteristiche davvero incredibili.

Il team scientifico è riuscito a ricreare le estreme condizioni del pianeta rosso e a far crescere una patata, unica nel suo genere.

L’idea alle spalle di questa fatica di laboratorio non è solo quella di creare la patata marziana, utile ad un futuro più o meno prossimo, ma soprattutto immaginare un prodotto in grado di resistere in aree non coltivate della terra, come sostiene Julio Valdivia, un astrobiologista che lavora su questo progetto con la Nasa.

 

Ricreato in laboratorio il clima marziano

Gli scienziati peruviani sono riusciti a costruire un simulatore in grado di ottenere il clima marziano: dalle temperature sotto lo zero, alle alte concentrazioni di carbone monoxido, alla pressione dell’aria riscontrabile ad un’altitudine di oltre 6000 metri e persino ad un sistema di luci tali da imitare la luce del giorno e quella della notte del pianeta marziano.

Certo non si può ancora dire che questa varietà unica di patata, possa sfidare quello di cui gli uomini hanno ancora molto rispetto: quel pianeta rosso, dove vivere per noi umani potrebbe essere, per il momento, solo un sogno.

Ma non bisogna perdere le speranze,  l’incredibile lavoro in team tra scienziati in Perù e scienziati alla Nasa su un cibo semplice come la patata, rappresenta la giusta direzione verso il sogno di tanti uomini da tempi immemori: raggiungere con successo altri mondi, Marte primo fra tutti.

 

Per approfondimenti

https://www.theguardian.com/science/2017/mar/30/the-martian-super-potato-grow-on-mars-peru

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